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L’annuncio è arrivato ieri pomeriggio, al termine della conferenza di presentazione del nuovo tecnico Maran, per bocca dell’amministratore delegato Gasparin. Amidu Salifu è il primo innesto in entrata nel mercato del Catania per la stagione 2012-13. Il giocatore è stato prelevato dalla Fiorentina con la formula del prestito con diritto di riscatto e controriscatto da parte della società viola, nell’ambito delle trattative condotte per liberare dal club etneo il tecnico Montella, adesso gigliato.
Di nazionalità ghanese, nato ad Accra il 20 settembre 1992, Amidu Salifu è un mediano di interdizione, la cui duttilità fisica (180 cm x 78 kg) gli conferisce anche una buona agilità che si accompagna ad una discreta qualità tecnica. Singolare il fatto che abbia trovato solo negli ultimi anni la sua collocazione definitiva, dopo aver provato senza esito i ruoli di difensore e di esterno d’attacco.
Si forma calcisticamente nella squadra della sua città natale, gli Hearts of Oak, ma ha modo di mettersi in luce con la propria compagine in un torneo riservato agli allievi, intitolato “Romeo e Giulietta” e disputatosi a Montecchio Maggiore (VI): viene notato da alcuni osservatori del Vicenza, che lo porteranno in Veneto nel 2010. Insieme a lui prenderanno la via dell’Italia altri giocatori, come Boakye, di proprietà del Genoa (quest’anno al Sassuolo), ma soprattutto il rosanero Acquah.
Con il Vicenza, in serie B, esordisce proprio sotto la guida di Maran il 20 novembre 2010, nella gara contro il Padova vinta per 2-1, e segna il suo primo e finora unico gol tra i professionisti quattro giorni dopo, in Coppa Italia nella gara persa per 3-1 a Marassi contro il Genoa.
Con Maran sarà titolare stabile, impressionando in positivo gli addetti ai lavori e attirando subito gli occhi della Fiorentina, che nelle ore finali del mercato invernale del 2011 lo acquista per metà pagando 2,5 milioni di euro. Una cifra che riflette la voglia di puntare sul ragazzo, che viene comunque lasciato lavorare al campo d’allenamento perché possa farsi le ossa nel confronto con i compagni.
Gioca soltanto una gara, esordendo in A in Cagliari-Fiorentina 1-2 del 23 aprile 2011, ma nell’agosto successivo il suo intero cartellino viene riscattato. L’allora tecnico Mihajlovic, mai al sicuro sulla panchina viola nella stagione successiva, lo confina in panchina. L’arrivo di Delio Rossi, tecnico tradizionalmente votato all’empatia con i giovani e al loro lancio, cambia repentinamente la situazione di Amidu: il suo minutaggio aumenta sensibilmente, in particolare nel girone di ritorno, seppur nell’ambito di una condizione di squadra difficile per i malumori nell’ambiente e la posizione in classifica a tratti delicata.
Dopo la dura “palestra” di Firenze, per Amidu c’è adesso la possibilità di proseguire la propria carriera lavorando in un ambiente non certo scevro da pressioni, ma più nello specifico in una struttura, nel senso sia impiantistico che umano, che permette di lavorare con serenità e determinazione. Con la necessità di mettersi sempre in discussione in una realtà inferiore nel livello e negli obiettivi, ma non meno esigente.