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Nenè, Nenè, Nenè! E 3-0 per il Cagliari fu. Non si tratta di uno scioglilingua e nemmeno di una cantilena; Nenè è semplicemente il match-winner della partita di ieri, disputata al "S. Elia", tra Cagliari e Catania, l'uomo che con una tripletta ha regalato il successo ai rossoblu e il conseguente sorpasso in classifica sui rossazzurri. Attori non protagonisti, i rossazzurri che, effettivamente, non sono mai scesi in campo regalando ai propri tifosi la peggior prestazione dell'anno, il peggior Catania dell'era Giampaolo.
Ad un Cagliari che ha macinato gioco, cavalcando la cresta dell'onda portata dall'arrivo sulla panchina di un tecnico come Donadoni, un Catania insufficiente ha fatto da sparring-partner per quella che è sembrata un'amichevole di precampionato tra uno squadrone di livello europeo e una squadretta di provincia; insomma, la squadra rossazzurra è stata troppo brutta e disastrosa per essere vera e ieri non ha fatto altro che commettere errori su errori, regalando agli avversari una partita senza mai, essenzialmente, giocarsela.
Eppure il Catania di Giampaolo ci aveva abituati a ben altre prestazioni: in trasferta non è mai stato il massimo, ma se l'è giocata con Milan, Sampdoria e Lazio, conquistando tre bei pareggi in campi difficilissimi ed è stato uno schiacciasassi in casa, regalando pochi punti alle avversarie, se si esclude la sconfitta a domicilio rimediata la scorsa giornata contro la Juventus al "Massimino".
Ecco, bisogna ripartire proprio da qui, dalle due sconfitte consecutive, dai sei gol incassati in due partite, contro un solo gol realizzato da Morimoto, dall'unico punto conquistato in tre giornate grazie soltanto al pareggio ottenuto tre giornate fa a Roma contro la Lazio di Edy Reja. Non proprio un andamento esaltante per la squadra di Giampaolo, che comunque è stata capace di conquistare fin qui 18 punti.
Dopo i sogni di gloria, però, occorre cominciare a guardarsi alle spalle: i punti di vantaggio sulla zona calda della classifica non sono più tantissimi e con le vittorie conquistate ieri da Brescia e Lecce, rispettivamente contro Sampdoria e Chievo, il gap con la zona retrocessione si è ridotto a tre punti soltanto. Ora bisogna assolutamente fare risultato contro una diretta concorrente come il Brescia che, domenica prossima, sarà di scena alle pendici dell'Etna.
Infine, il nervosismo. A inizio secondo tempo della gara di ieri la squadra ha mostrato un nervosismo non comune e, soprattutto, evitabilissimo in una gara già largamente compromessa. La prova sono le due espulsioni grazie alle quali il Catania ha concluso la gara in nove uomini. Come dicevamo, in una gara già compromessa sono da evitare simili stupidaggini e se l'espulsione di Martinho è stata forse un po' troppo fiscale, quella di Morimoto per reazione è sacrosanta. Servono umiltà, concentrazione e gioco. Ieri, però, è stato solo Nenè... Per tre volte!

