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Termina la telenovela con un epilogo imprevisto che coinvolge il Cagliari riguardo lo stadio nel quale i sardi dovrebbero giocare. Proprio questa mattina il club di Cellino ha inviato una missiva al comune di Quartu Sant'Elena chiedendo il disfacimento delle attrezzature presenti nello stadio Is Arenas. Dunque il Cagliari adesso giocherà le ultime quattro gare casalinghe al Nereo Rocco di Trieste.
Il calcio è passione, sport di coesione e di soddisfazioni da condividere insieme all'interno di una curva, di un qualsiasi spalto e ai tifosi del Cagliari questo privilegio, che dovrebbe essere normalità, continua ad essere negato da troppo tempo. Vedere, come è successo nell'ultima gara contro la Fiorentina, i supporters sardi urlare alle reti dei loro beniamini dall'esterno dello stadio è una pagina molto triste che svilisce completamente quello che dovrebbe essere il senso del calcio, di questo sport che senza pubblico è come un quadro senza la sua cornice.
I tifosi del Cagliari meritano un loro stadio all'interno del quale riconoscersi e tifare per la loro squadra, invece, almeno per questa stagione, dovranno accontentarsi e riunirsi in un complesso che di sardo ha davvero poco nell'alto Nord Italia in una Trieste che si tingerà di rossoblu fino a maggio.
Questi avvenimenti purtroppo colpiscono il nostro calcio reo di vivere in un paese in cui la burocrazia e la politica fanno acqua da tutte le parti; ci auguriamo soltanto che tutto ciò non spenga l'ardore dei tifosi sardi e che nella prossima stagione la squadra di Pulga-Lopez possa trovare la propria identità all'interno di uno stadio realmente sardo, il futuro, tuttavia, è più nero che altro.