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Due vittorie nelle prime due giornate, delle quali una contro la Roma all’Olimpico. Un campionato che sembrava prospettare sin da subito una tranquilla salvezza con licenza di sognare, come è stato nelle ultime stagioni. Ha preso però una piega scomoda il Cagliari del presidente Cellino, fino ad mese e mezzo fa convincente e capace di mettere in difficoltà anche il Napoli, ma adesso in crisi di ‘gol’ prima ancora che di risultati.
ESONERI FACILI La brutta sconfitta interna contro la Lazio e quella patita nel finale contro l’Atalanta tra l’11° e la 12° giornata hanno indotto Cellino ad esonerare Massimo Ficcadenti, dimenticando i 13 punti in 10 gare messi a referto dal tecnico marchigiano. Proprio l’ex allenatore del Cesena era stato chiamato in estate per sostituire Roberto Donadoni, via dalla Sardegna dopo alcuni dissidi con il presidente, resisi particolarmente accesi dopo la mancata firma di Suazo durante il ritiro e il suo passaggio al Catania.
DENTRO BALLARDINI, MA... Non ci è dato sapere quale sarebbe stato il recente andamento del Cagliari con la permanenza di Ficcadenti, ma l’affidamento della squadra, che pur segnando poco aveva trovato subito il suo equilibrio tattico, a Davide Ballardini non ha prodotto la scossa che il massimo dirigente si aspettava. Una sconfitta a San Siro contro l’Inter, parzialmente viziata da un gol di regolarità sospetta ma comunque meritata per la pochezza di gioco vista, e un pareggio interno in extremis contro il Bologna grazie ad un rigore non aiutano certo Conti e compagni ad essere sereni e a trovare la lucidità mentale per rendere più fluido il proprio gioco e insieme fare più punti.
ATTACCO ASFITTICO Il fatto che proprio il capitano sia il capocannoniere dei suoi con tre reti la dice lunga sulle grandi difficoltà del reparto offensivo, che in estate ha visto andare via senza troppi rimpianti Acquafresca ma che tra Nenè, tra l’altro finora bersagliato dai problemi fisici, Larrivey, El Kabir e Thiago Ribeiro non riesce proprio ad avere un trascinatore, un giocatore capace di andare a segno con costanza o quantomeno di sollecitare più volte i portieri avversari in partita.
COSA C'É E COSA NON C'É Per il resto non si può dire che il Cagliari non abbia un gioco né un’identità, elementi dimostrati anche nell’eliminazione in Coppa Italia di una settimana fa contro il Siena. Al momento manca inevitabilmente la serenità, e non si può dire che l’inserimento dei nuovi acquisti, come il colombiano Ibarbo, negli schemi dei sardi sia ultimato.
Ciò che è certo è che i senatori del gruppo, come Conti, Agostini e Biondini, svolgeranno un ruolo essenziale per caricare tutto il resto della squadra in vista del match di questa domenica, alle ore 12.30 contro il Catania di Vincenzo Montella al ‘Massimino’. E negli ultimi anni questa squadra ha saputo dare il meglio di sé anche nei momenti più bui: la ripresa a metà campionato nel 2007-2008, in una situazione ben più grave con i sardi inchiodati a fondo classifica e con lo stesso Ballardini in panchina, è un esempio più che valido.
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