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Torna l'appuntamento con il Borsino della Serie A. Andiamo a vedere chi sale e chi scende dopo la 13^ giornata di campionato.
Chi sale
IbraMilanic. E' questo il titolo di apertura del massimo campionato, quando siamo giunti a un terzo del torneo. Lo svedese ha trasformato una squadra sino allo scorso maggio considerata bollita da tifosi e addetti ai lavori, in un'azienda specializzata in punti classifica d'alta qualità. Contro la Fiorentina è arrivata una vittoria che sa tanto di fuga: +3 sulla Lazio, +6 sulla Juventus, +7 sulla Roma e +9 sull'Inter. Provate a prenderci.
Napoli d'assalto. Gli azzurri affossano un Bologna già provato da una situazione societaria tutt'altro che rosea e volano al terzo posto in graduatoria. Hamsik firma una doppietta che lo rilancia dopo un mese dai contorni grigi, causa stanchezza da impegni troppo ravvicinati. Il primo successo casalingo stagionale conferma che in casa partenopea sognare la Champions non è da considerarsi un reato.
La Juve va. Il ritorno di Krasic coincide con un successo esterno che dà ulteriore slancio alla candidatura dei bianconeri a qualcosa in più rispetto alla semplice qualificazione all'ex Coppa dei Campioni. Il prossimo impegno, all'”Olimpico” contro la tanto odiata Fiorentina, farà ulteriore chiarezza sulle chances scudetto degli uomini di Delneri.
Il Palermo ritrova il suo capitano. Al “Manuzzi” Fabrizio Miccoli rompe un incantesimo durato sei mesi e dodici giorni, ovvero lo spazio di un grave infortunio al ginocchio e un tanto accurato quanto interminabile periodo di rieducazione. I ragazzi di Rossi riescono, dunque, a dare continuità all'ottimo risultato maturato nel derby di domenica scorsa e adesso possono guardare con serenità al match di settimana prossima contro la Roma.
Ripartenza Cagliari. Il cambio di allenatore sortisce gli effetti sperati, la compagine sarda riesce infatti a espugnare Brescia con un terribile uno-due firmato da Matri e Conti. La classifica adesso fa meno paura, ciononostante la zona tranquilla è ancora ben distante. Per agguantarla, Donadoni dovrà lavorare duro: la sua riconferma, d'altronde, passa inevitabilmente dai risultati che riuscirà ad ottenere d'ora in avanti.
Chi scende
L'Inter è ufficialmente in crisi. Zanetti e compagni steccano anche la trasferta di Verona e si ritrovano fuori dalla zona Champions e a meno nove dai cugini rossoneri. Benitez prova a giustificare il momento buio con gli infortuni, ma l'alibi sembra reggere sempre meno con il passare delle settimane. In caso di risultato negativo contro il Twente, la panchina nerazzurra potrebbe tornare a parlare portoghese. Sembra che Leonardo sia stato avvicinato da personaggi importanti del club di via Durini...
L'Udinese cade sul più bello. I friulani contro la Roma offrono una prestazione svogliata che li costringe a lasciare la capitale senza punti. Si interrompe, quindi, la lunga striscia di risultati positivi che aveva proiettato la squadra di Guidolin ai margini della zona Europa. Nulla è perduto, tuttavia l'appuntamento con il salto di qualità è rinviato a data da destinarsi.
Bologna, Brescia, Bari e il fattore B. Ci riferiamo all'iniziale del nome di questi club, ma il rischio che a fine stagione ci si possa riferire anche alla categoria di appartenenza è tutt'altro che basso. I felsinei sono sotto choc a causa del crack societario emerso negli scorsi giorni e quasi sicuramente incorreranno in una penalizzazione che rischia di tagliarli fuori da qualsiasi discorso salvezza. I lombardi giocano bene, ma le falle difensive permettono agli avanti avversari di guadagnare posizioni nella classifica marcatori. I pugliesi, infine, sembrano caduti in un letargo di gioco e di risultati che li costringe a interpretare il poco inviato ruolo di fanalino di coda.
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