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A meno di 48 ore dal confronto del "Friuli" tra il suo presente e il suo passato, abbiamo intervistato Francesco Guidolin.
Domenica Udinese-Palermo. Guidolin che match si aspetta?
«Quella contro i rosanero sarà sicuramente una partita dalle mille insidie. Andiamo ad affrontare una grande squadra, al momento la più in forma dell'intero campionato».
Chi potrebbe essere l'uomo decisivo sia da una parte sia dall'altra?
«Non me la sento di fare un nome. Ripeto, sarà per noi un confronto piuttosto complicato, speriamo di giocarci le nostre chances nel migliore dei modi e di mettere in difficoltà una compagine che in questo momento sta andando fortissimo».
Il Palermo viene da una cocente delusione in Europa League, l'Udinese, invece, è reduce da due successi di fila che le hanno permesso di abbandonare l'ultimo posto. L'entusiasmo potrebbe essere un fattore determinante ai fini del risultato finale?
«Io penso che i rosanero abbiano, se non snobbato, quantomeno messo in secondo piano l'impegno di coppa. A testimonianza di ciò, i tanti titolari lasciati a riposo. Il vero Palermo lo vedremo domenica. Quanto a noi, è stato difficilissimo uscire da un momento no che, ad ogni modo, non considero ancora concluso, essendo tutt'ora invischiati in una situazione di classifica davvero brutta».
Qual è l'obiettivo stagionale a cui può puntare la sua squadra?
«L'Udinese deve esclusivamente pensare a tirarsi fuori dalla zona calda. Al momento non è ipotizzabile pensare a qualcosa di diverso».
Dove può arrivare il Palermo?
«Ai rosa auguro le migliori fortune. Se l'ambiente resta tranquillo e non carica di eccessive responsabilità la squadra, penso che la Champions sia un obiettivo alla portata del club di Zamparini».
Lei è un ex della partita, ricordato dalla tifoseria rosanero con grande affetto. Facciamo fantacalcio: Gudolin di nuovo sulla panchina del Palermo è un'ipotesi realizzabile?
«Si è trattata di una scelta professionale di cui non mi pento, sono stato l'allenatore che, insieme a tutte le componenti di una società seria, ha guidato una città intera verso grandi traguardi. La riconquista della serie A dopo trentadue anni e la doppia qualificazione Uefa, condita da grandi risultati, rappresentano ricordi favolosi di un'esperienza che porterò sempre con me. A Palermo tornerei volentieri, esclusivamente da semplice cittadino, per rivedere persone e luoghi che porto ancora nel cuore».
Sappiamo che sarà difficile, ma vogliamo provarci. Se la sente di fare un pronostico?
«Preferisco di no, lascio i pronostici ad altre persone».
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