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Roma 2-0 Udinese
Un gol per tempo e la Roma piega la resistenza dell’Udinese volando a quota 22 punti in classifica, scavalcando momentaneame Inter e Juventus. Un lampo di Menez e un gol di Borriello stendono la squadra friulana resasi pericolosa soprattutto in avvio, dove Di Natale e Floro Flores hanno mandato in tilt più volte l’assetto difensivo capitolino.
L’avvio è di marca bianconera. I cinque uomini messi a centrocampo da Guidolin prendono il sopravvento sui tre giallorossi e le assenze di De Rossi, Pizarro e Perrotta si fanno sentire eccessivamente sul piano del gioco. La manovra scorre lenta e le insidie corse da Handanovic sono pari a zero. Vanno al tiro Floro Flores e Di Natale ma Julio Sergio fa buona guardia. Nel miglior momento degli ospiti però la Roma passa in vantaggio. Menez controlla di petto sulla trequarti, dribbla Benatia e Coda, e con un destro a giro chirurgico supera l’incolpevole Handanovic. Ci si attende la reazione friulana ma la squadra di Guidolin subisce il colpo e comincia a perdere metri. Nella ripresa l’ex tecnico di Palermo e Parma lancia nella mischia Sanchez, ma il viaggio intercontinentale fatto giovedì dal cileno pesa inesorabilmente sulla condizione fisica. Al 56’ l’episodio che chiude la partita: Borriello in piena area di rigore si libera col fisico di Domizzi e supera Handanovic per la seconda volta. Due a zero e partita in ghiaccio. Nel finale l’espulsione di Burdisso dona nuova verve all’Udinese ma il risultato è un palo di Sanchez dalla distanza.
Come detto con questo successo la Roma si porta a 23 punti in classifica, a -1 dai cugini laziali e a + 2 su Juve e Inter. Per i friulani invece una sconfitta tutto sommato indolore, perché la classifica “permette” il lusso agli uomini di Guidolin di concedersi qualche pausa. Ma già da domenica prossima vietato sbagliare.
Milan 1-0 Fiorentina
Ci pensa sempre lui. Terzo gol consecutivo e nove punti portati a casa in tre giornate. Questo è Zlatan, per il quale ormai gli aggettivi positivi si son ridotti ai minimi termini. Palleggio in piena area di rigore, rovesciata, gol e vetta della classifica che si tinge sempre più di rossonero. Adesso la Lazio è a meno quattro e l’impegno domani di Parma si preannuncia tutt’altro che abbordabile.
Allegri, che deve fare già i conti con le numerose defezioni perde anche Antonini nel pre partita. Al suo posto l’esperienza di Zambrotta, che a dispetto dell’età, gioca una partita eccezionale macinando chilometro su chilometro sull’out sinistra. La partita sin dal principio si preannuncia spettacolare e dopo 50’’ Boruc deve salvare i suoi dalla prima, possibile, capitolazione. La viola gioca la sua gara a viso aperto e pertanto lascia spazi invitantissimi a Seedorf e Robinho, che in velocità mandano in crisi Kroldrup e Natali. Il Milan ci prova, ma le conclusioni peccano di precisione. Paradossalmente è la Fiorentina ad andare vicinissima al vantaggio con Kroldrup. Il difensore danese incorna sugli sviluppi di un calcio d’angolo e costringe Abbiati al miracolo. Ma quando tutto lascia presagire ad uno zero a zero, almeno nella prima frazione, arriva la magia di Ibra che cambia il match.
Nella ripresa Mihajlovic lancia il diciottenne Camporese al posto di Natali per assicurare maggiore solidità difensiva, ma i risultati non sono quelli sperati. I rossoneri giocano di prima e confezionano azione su azione, ma come nel primo tempo, manca la cattiveria a Seedorf&Co. Nel finale l’unico grande pericolo che mette i brividi all’intero “Meazza”: Ljajic smarcato in area di rigore da Gilardino batte a colpo sicuro, ma è straordinario l’intervento di Abbiati che salva il risultato.
Per Mihajlovic tanti rimpianti e una squadra che manifesta problemi nell’approccio alla gara. Per Allegri invece il sogno scudetto continua, e detto sinceramente, l’Inter di questo periodo non sembra rappresentare una grandissima minaccia.