



Misterbianco, Chiavaro a GS.it: «Play off possibili. Aggressione a Brolo? Sono amareggiato»
Trapani: a Pescara hai dimostrato di essere ''grande''
Messina: quelle punte che fanno ben sperare
Catania: col Livorno una mezza sconfitta, ma nulla è perduto
Ci risiamo. Il calcio italiano non ha pace. Prima lo scandalo scommesse all’inizio degli anni ’80, poi Moggiopoli nel 2006 e adesso nuovamente lo spettro del calcio scommesse che incombe sul mondo del pallone a tinte tricolore.
Per la seconda volta nel suo secolo di vita, dunque, il calcio italiano ricade in quella che dagli inquirenti di Cremona è stata ribattezzata come l’operazione “Last Bet”, ovvero “l’ultima scommessa”. E ora come allora nel calderone ci son finiti tanti elementi di spicco, ex calciatori e non: da Beppe Signori, ex bandiera di Lazio e Bologna, a Cristiano Doni passando per l’anonimo Paoloni, fino a giungere a Bettarini, Bellavista, Sommese e Micolucci.
Intermediari di questo triste capitolo Massimo Erodiani, proprietario del centro scommesse ove venivano piazzate le giocate, e Pirani, un semplice dentista.
Lo scandalo, partito con alcuni sospetti circa qualche risultato dubbio in Lega Pro si è esteso a macchia d’olio anche nelle categorie superiori fino a toccare l’elite del nostro calcio. Già l’elite perché nelle ultime intercettazioni sono usciti fuori i nomi di Francesco Totti e Daniele De Rossi, bandiere della Roma giallorossa. Nessuna accusa, tuttavia, per i due calciatori, solamente citati in un paio di telefonate da alcuni degli indagati, che millantavano una qualche forma di amicizia con loro.
Uomo chiave però di tutto è Marco Paoloni, attualmente estremo difensore del Benevento. Il portiere campano, infatti, è stato il primo a finire sotto inchiesta ed il principale fatto a lui imputato risale prima del suo trasferimento al Benevento. Nella partita tra Cremonese e Paganese, infatti, Paoloni avrebbe somministrato ad alcuni compagni il Lormetazepam, un farmaco ansiolitico usato comunemente per indurre sonnolenza. Lo scopo è quello di far perdere la partita alla sua squadra, obiettivo fallito nonostante il “doping al contrario” nei confronti dei colleghi infatti la squadra lombarda vinse tranquillamente per due a zero.
Ad aggravare la posizione di Paoloni ci sono delle sue strane topiche che hanno condizionato la prima parte di stagione della Cremonese. Ricordando innanzitutto che la grande maggioranza delle giocate avvenivano sui cosiddetti ‘over’ sono inspiegabili i suoi errori che hanno permesso allo Spezia di recuperare negli ultimi minuti dallo 0-2 al 2-2.
Ma quando il tutto sembrava limitarsi alla Lega Pro arriva il terremoto che scuote il calcio di Serie A e B. La procura di Cremona infatti ha messo sotto inchiesta la bellezza di trenta gare tra A, B e l’ex Serie C. Tra queste ne spiccano qualcuna di A ( Fiorentina 2-2 Roma, Inter 1-0 Lecce, Milan 1-1 Bari, Genoa 4-2 Lecce, Lecce 2-1 Napoli, Lecce 3-3 Cagliari). Ma a sorprendere ulteriormente sono le tre gare di A dello scorso campionato finite sotto inchiesta: Napoli 2-3 Parma (strana la presenza la presenza del figlio di un boss della camorra a bordo campo), Sampdoria 1-0 Napoli che permise ai blucerchiati di andare in Champions a spese del Palermo e Napoli 3-0 Chievo.
In Serie B, invece, preoccupano le situazioni di Atalanta e Siena con i bergamaschi in condizioni nettamente peggiori rispetto ai toscani. Cristiano Doni, capitano neroazzurro nonché epicentro delle scommesse in cadetteria, avrebbe ‘combinato’ tre gare: quella contro l’Ascoli (1-1il finale), quella contro il Piacenza (3-0) e quella contro il Padova, anch’essa terminata 1-1 ma che fatto registrare puntate fino a 23 milioni di euro sul risultato esatto.
E a rischiare grosso è anche il Pescara: i pm cremonesi, infatti, hanno messo sotto inchiesta cinque partite del Pescara (Ascoli-Pescara 1-0 e a Pescara-Albinoleffe 2-0, Torino-Pescara 3-1, Pescara-Grosseto 2-2 e Modena-Pescara 1-0).
Protagonista delle intercettazioni il centrocampista del Pescara Luca Ariatti che viene citato in una telefonata tra Massimo Erodiani e l'ex-giocatore bianco-azzurro Gianfranco Parlato, come persona da contattare.
Ma a queste si aggiungono tante altre squadre, adesso non citate, ma che rischiano veramente grosso. E se si credeva di aver raschiato il fondo del barile con il caso Calciopoli ci si sbagliava di grosso. Benvenuti nel ‘Belpaese’.