



Caso Campofranco-Marsala, Gerardi a GS.it: «Aggressione nei miei confronti premeditata»
Misterbianco, Chiavaro a GS.it: «Play off possibili. Aggressione a Brolo? Sono amareggiato»
Trapani: a Pescara hai dimostrato di essere ''grande''
Messina: quelle punte che fanno ben sperare
Napoli 0-0 Fiorentina
Si ferma a sei la striscia di vittime cadute consecutivamente al “San Paolo”. Il Napoli di Mazzarri non riesce ad infilare la Fiorentina, in una gara piuttosto noiosa, e quel sogno chiamato “Milano -1”, rimane tale. Una buona, per non dire ottima, Fiorentina esce indenne dall’impianto partenopeo e complice una gara improntata più sulla fase difensiva che su quella offensiva, muove ulteriormente la classifica verso quell’inaspettato obiettivo chiamato salvezza.
Mazzarri, che deve fare a meno dello squalificato Hamsik, preferisce l’argentino Sosa a Zuniga a supporto della coppia offensiva tutta sudamericana Cavani-Lavezzi. Però, colui che dovrebbe reincarnare la miccia per scatenare le due punte, non si accende e i due terminali offensivi azzurri rimangono spesso e malvolentieri isolati. Mihajlovic dall’altra lato ha il suo da fare tenendo conto della situazione infortunati. Nonostante ciò conferma il 4-3-3 che a dire il vero assomiglia più ad un 4-5-1 perché Santana da un lato e Ljajic dall’altro, si abbassano spesso nella zona mediana del campo. E allora il Gila, seppur con l’attenuante di una condizione atletica non eccelsa, rimane solo in balia della cerniera difensiva napoletana. Cerniera che però deve fare a meno di Grava al 27’: per lui infortunio al ginocchio. Si teme un lungo stop.
In tutto questo le emozioni tardano ad arrivare tanto che la prima arriva solo dopo la mezz’ora ed è a tinte viola, ma Santana spreca clamorosamente sotto porta. Il Napoli non ci sta e si scuote, ma l’unico pericolo per Boruc è una conclusione da posizione ravvicinata di Cannavaro terminata alta.
Nella ripresa, spinto dall’incandescente atmosfera creata dai cinquantamila supporter azzurri, il Napoli cerca di fare qualcosina in più. Mazzarri sostituisce l’impalpabile Sosa con Yebda e qualcosa sembra cambiare. Ma nonostante questo cambiamento e nonostante la squadra azzurra si ancori nella metà campo toscana, pericoli per Boruc non ne arrivano. Anzi è il “San Paolo” a tremare al 66’ ma la conclusione di Donadel termina pochi metri fuori.
Nel finale dentro Dumitru per Pazienza ma nulla cambia. Napoli-Fiorentina termina con uno scialbo, quanto noioso, pareggio a reti bianche.
Inter 4-1 Bologna
Quattro gol per annichilire il Bologna, quarto successo consecutivo da quando Leo siede sulla panchina nerazzurra, quarta partita a porta “aperta” per l’Inter: insomma il poker è servito. Senza dimenticare, ovviamente, l’anima di questa squadra. Oggi ha toccato quota 519 presenze con la stessa maglia, eguagliando uno dei più grandi di sempre. Stiamo parlando di capitano Javier Zanetti che in sedici anni di Inter ne ha visti di tutti i colori, ma mai aveva assistito ad una rinascita così solare ed immediata dei suoi compagni dopo un cambio di panchina a stagione in corso.
Per l’occasione Leonardo, che ancora deve rinunciare a Sneijder, Julio Cesar e Samuel, opta ancora una volta per il collaudato 4-3-1-2 con il serbo Stankovic a supporto delle due punte Milito-Eto’o. Ed è proprio da un pallone recuperato dal camerunense che l’Inter passa in vantaggio al 20’: Mudingayi perde un brutto pallone sulla trequarti, ne approfitta Sam che entrato in area di rigore, serve Stankovic per il più facile dei tap in. Il Bologna non ha nemmeno il tempo di incassare il colpo visto che, una manciata di minuti dopo, il buon ma non perfetto Viviano deve raccogliere per la seconda volta la palla da dentro il sacco. Stavolta è Milito a punire i felsinei con un’azione fotocopia della prima rete.
Il Bologna non pervenuto? Nulla di più sbagliato. La squadra di Malesani, incassato il doppio svantaggio, esce fuori e nel finale di tempo costringe Castellazzi al doppio miracolo, in entrambe le occasioni con Di Vaio. L’ex Juve e Parma ci prova prima con un diagonale in corsa, poi su punizione ma l’estremo difensore nerazzurro risponde presente.
Nella ripresa la squadra di Malesani subisce l’impeto di quella di Leonardo: tra il 64’ e il 75’ Eto’o chiude la pratica portando i suoi sul 4-0. Inutile nel finale la realizzazione di Gimenez, appena entrato, sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Termina così con l’Inter a -8 dal Milan ma con una gara in meno. Signori e signori il campionato è riaperto.