Palermo, nel segno della gioventù

Leziosità ed inesperienza le conseguenti pecche


Sirigu classe ’87, Munoz classe ’90, Bacinovic classe ’89, Ilicic classe ’88, Pastore classe ’89, Hernandez classe ’90. Così il Palermo ieri è sceso in campo in quel di Firenze strappando tre punti d’oro sul campo della squadra toscana. Una prova maiuscola quella degli uomini di Delio Rossi che hanno letteralmente dominato la prima frazione di gara e subendo, in parte, il ritorno della squadra viola nella ripresa. Nulla di strano verrebbe da dire. In effetti il Palermo era reduce dall’impegno infrasettimanale di Europa League, dove giovedì sera aveva piegato con affanno la resistenza del Losanna, e tenere il ritmo del primo tempo sarebbe stata pura follia.

Squadra giovane dunque, ma anche tanto inesperta. Squadra capace di dominare in lungo e in largo, a Firenze e a Torino, ma incapace di imporre il proprio gioco tra le mura amiche contro squadre meno blasonate. Manca l’uomo d’esperienza capace di portarti ordine e raziocinio anche nei momenti di difficoltà. Ieri se n’è avvertita la mancanza nella ripresa, quando un Palermo in pieno stato confusionale, per poco non commetteva un vero e proprio harakiri. Già perché se il buon Adem Ljajic non avesse sbagliato il rigore al 60’, staremo qui a parlare di tutt’altra partita, perché con mezzora ancora da giocare e situazione psicologica estremamente favorevole ai toscani, una possibile sconfitta era da mettere in preventivo.

Due parole d’elogio vanno spese, a parte però, per Salvatore Sirigu. L’estremo difensore rosanero, dopo un periodo di appannamento coinciso per sua sfortuna con una gaffe all’esordio da titolare in Nazionale, con la prova offerta ieri, ha chiuso una volta e per tutte le bocche di chi voleva un Sirigu incapace di confermarsi ad altissimi livelli dopo lo scorso campionato…E menomale. Un rigore parato, tre prodezze che valgono quanto altrettanti gol, e immensa sicurezza nelle uscite. Lippi lo ha riconfermato per i prossimi impegni degli azzurri. Merita, giustamente, fiducia.

Capitolo trequartisti. Chiunque abbia assistito alla partita di ieri si è accorto di due cose:  1) Sabatini e Zamparini hanno scoperto due giovani fenomeni. Uno risponde al nome di Josip (Ilicic), l’altro di Armin (Bacinovic); 2) E’ solo questione di tempo, ma Pastore nel giro di qualche anno sarà serio candidato alla conquista del Pallone d’Oro.

Lui e Ilicic hanno fatto ammattire la difesa viola, incapace di reggere l’urto delle sortite offensive rosanero. Alla fine hanno strappato sorrisi (vedi quello di Frey dopo il primo gol) e applausi (Artemio Franchi in piedi ad applaudire la prodezza dell’asso argentino). Sono queste le più belle soddisfazioni, per due giovani che ormai fanno paura a tutta Italia. Bisogna saperli gestire per non bruciarli. Rossi ne è maestro e non resta che affidarsi a lui per la definitiva consacrazione di questi due “piccoli” fenomeni.


Antonino Marino 04/10/2010
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