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Esistono annate belle, annate sfortunate, annate che nascono storte ma che poi si raddrizzano e annate che nascono male, sotto la luce negativa di una stella, e che poi finiscono ancora peggio. Per quanto amara possa essere la realtà, il Palermo 2012-2013 appartiene a quest’ultima fascia: mai un episodio a favore, mai un colpo di ‘vento’ che devi la traiettoria di un pallone e mai una decisione arbitrale dubbia in favore dei rosa. La sintesi di Palermo-Bologna, per quanto paradossale possa essere, potrebbe essere questa.
Son partiti benissimo i siciliani che già dopo 4’ erano avanti grazie alla magnifica rete di Ilicic: pressing asfissiante, felsinei annichiliti e rintanati nella propria metà campo. Kurtic sulla mediana era un demonio tanto da recuperare una quantità industriale di palloni, Aronica in difesa un gigante. Garcia sull’out di sinistra non sbagliava appoggi e/o interventi e Miccoli, come di consueto quando ispirato, risultava essere una vera e propria spina nel fianco della difesa bolognese.
Sembrava il pomeriggio perfetto. Sembrava appunto. Poi il disastro: Donati che inspiegabilmente indirizza un retropassaggio assurdo verso Sorrentino quando quel pallone doveva finire dritto in gradinata e l’ex estremo difensore del Chievo che ci mette del suo. Entra in confusione nel momento peggiore e alla fine opta per la scelta più dolorosa: pallone sotto le gambe e palla servita sui piedi di Gabbiadini il quale senza scrupoli ringrazia e deposita in rete.
È l’episodio che cambia la partita, è l’episodio che forse pone fine alle speranze salvezza dei siciliani. Perché da quel momento il Bologna acquista vigore e fiducia, mentre il Palermo torna a balbettare mestamente in ogni zona del campo. E quando Miccoli, servito da un grandissimo lancio di Donati, colpisce il palo allo scadere di primo tempo capisci che almeno per quest’anno la ruota non girerà mai.
E non girerà perché al rientro dagli spogliatoi Ilicic si fa male ed esce oppure perché non c’è arbitro capace di assumersi la responsabilità di assegnare un penalty al Palermo. E fa rabbia pensare alle polemiche in casa Inter quando qui in Sicilia, in 32 giornate di campionato, hanno concesso un solo rigore, contro il Milan realizzato da Miccoli. I falli su Kurtic e Barreto gridano ancora vendetta, ma alla fine risultano essere semplici urla nel deserto.
In ogni caso, nel finale di gara, complici gli innesti di Hernandez e Boselli qualcosa in più sembra muoversi in avanti ma non basta per scardinare quel muro di sfortuna piazzatosi a ridosso della sud.
L’unica nota lieta di giornata, almeno per il momento, sembra essere il pari maturato nel derby della Lanterna tra Genoa e Sampdoria. La classifica adesso recita Siena 30, Palermo e Genoa 28. Un posto per tre non è facile da accaparrarselo e il tutt’altro che semplice calendario dei rosa non lascia ben sperare.
A prescindere da tutto, però, bisogna sempre lavorare e sudare. Alla fine si tireranno le somme ma se lo spirito di abnegazione rimarrà quello delle ultime settimane, un po’ come ieri, non tarderanno ad arrivare gli applausi di un pubblico che ancora una volta ha dimostrato di essere il numero uno in Italia…