



Palermo, Verre e Belotti: i nuovi ''picciotti'' rosanero
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Macerie rosanero. Difficile aggiungere altro, dopo il tonfo casalingo contro il Milan. Il Palermo maramaldeggiato da Siena prima (con l’essenziale ausilio di Gava) e campioni d’Italia poi è sicuramente lontano parente di quello ammirato non più tardi di quindici giorni or sono contro la Lazio. Bisogna invertire immediatamente la rotta, a cominciare dall’impegno casalingo di sabato sera contro la Roma.
DIFESA ALLO SBARAGLIO Beccare otto gol in due partite è sinonimo di disagio al cospetto degli attacchi avversari. Certo, non sarebbe affatto difficile trovare attenuanti in grado di giustificare, seppur parzialmente, quanto successo sia al “Franchi” che al “Barbera” nel giro di sei giorni, tuttavia gli errori sono sin troppo palesi per non essere rimarcati. Poco sensata, innanzitutto, la scelta di schierare fuori ruolo Pisano e Munoz, regalando le due corsie esterne al Milan. Imbarazzante anche il contributo della coppia Mantovani-Migliaccio, mentre l’unico che merita di essere salvato è Emiliano Viviano, autore di almeno tre interventi prodigiosi e incolpevole sulle reti incassate.
DONATI A FARI SPENTI Si è rivelata determinante, in negativo, la seconda prestazione da dimenticare di Massimo Donati, il cui fosforo risulta essere imprescindibile per la costruzione della manovra. Un paio di passaggi a vuoto, per carità, sono più che comprensibili ma d’ora in avanti l’ex centrocampista del Bari non potrà più sbagliare. Anche perché i mugugni del “Barbera” sono dietro l’angolo.
ATTACCO INESISTENTE Ilicic dietro Miccoli-Budan, ovvero come fare passare un pomeriggio di assoluta tranquillità ad Abbiati. Sullo sloveno preferiamo sorvolare, anche per non annoiare i nostri lettori con quelle considerazioni che oramai esprimiamo dall’inizio della stagione. Per quanto concerne quello che sino a un paio di settimane fa veniva definito il “duo delle meraviglie” rinviamo a quanto già detto per Donati. La Roma, insomma, rappresenterà un importante banco di prova anche per loro.
MUTTI BOCCIATO Bocciatura senz’appello per Lino da Trescore Balneario. Non riusciamo a comprendere le motivazioni che lo hanno indotto a snaturare il reparto arretrato, mentre riteniamo azzardata la scelta di presentarsi al cospetto dei campioni d’Italia con due punte e un trequartista. Chissà che piega avrebbe preso l’incontro se l’undici mandato in campo avesse tenuto un atteggiamento più prudente, ad ogni modo ci rendiamo conto che discutere a posteriori serve a ben poco. Adesso arriva la Roma, un bagno d’umiltà e un’intensa settimana di lavoro potrebbero rappresentare la medicina in grado di rimettere in sesto il malato rosanero.