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Palermo: è ora di iniziare a pensare al piano B

L'editoriale


Pazzia di Zamparini o meno, con annesso eventuale ritorno di Sannino o meno, in casa Palermo è tempo di recitare il De Profundis. La sconfitta interna patita ieri per mano del Siena ha sancito, come se già non fosse chiaro a tutti, che l’anno prossimo i rosa guarderanno Juventus, Milan e Inter solo in televisione.

La situazione di classifica è tragica, l’ambiente allo sbando. Le lacrime di Brichetto a fine gara sono il condimento di un amaro verdetto annunciato già da tempo. Anche ieri il buon Perinetti, forse per la prima volta, ha parlato di situazione compromessa invitando i suoi ragazzi a finire questo disgraziato campionato con dignità.

Cercare un colpevole, da mettere sul patibolo, a questo punto sembra a dir poco ridicolo. È innegabile che le principali colpe le ha il presidente, tale Maurizio Zamparini, che è riuscito in un biennio a distruggere quanto di buono fatto in una decade. Le magiche vittorie contro Inter, Juventus e Milan ormai sono un lontano ricordo, come d’altronde lo è la storica finale di Roma. Sono tali anche lo slalom di Zauli a San Siro, le reti di Toni prima e Amauri dopo, le perle di Miccoli, le sgroppate di Balzaretti, gli interventi di Migliaccio e le magie di Pastore. Già ricordi, purtroppo.

Ma da questo cimitero a tinte rosanero bisogna necessariamente salvare qualche cosa. Un po’ come fece la Samp un anno e mezzo fa quando retrocedette in cadetteria salvo poi risalire l’anno successivo. Difficilmente Sorrentino, Munoz, Von Bergen, Kurtic, Hernandez e Miccoli lasceranno Palermo e queste saranno le inevitabili fondamenta sulle quali ricostruire una squadra per un pronto ritorno in Serie A.

Quello che a questo punto però preoccupa è proprio Zamparini. Almeno sotto i nostri occhi è chiara la confusione del presidente ma non la volontà di voler abbandonare la squadra. Ma se dieci anni fa tale Rino Foschi fece miracoli siamo sicuri che il prossimo uomo (Perinetti?) al quale si affiderà il patron abbia le stesse capacità e la stessa pazienza dell’attuale ds del Genoa? I dubbi sono leciti, le speranze di rivedere il Palermo nuovamente in alto un sogno.

L’incubo, giustamente palesato dai tifosi, è quello di tornare ad assaporare la Serie A tra tanti anni. Ma in ogni caso, categoria a parte, il vero incubo è quello di tornare a vedere il ‘Barbera’ vuoto. Perché è facile salire sul carro dei vincitori quando va tutto bene, ma quando si perde invece? E le nostre perplessità sono fondate perché un anno e mezzo fa ad assistere a Palermo 4-3 Inter furono in appena 20mila: sembra una cosa normale? Ai nostri occhi no: si parla tanto di amore verso la maglia? E allora andate/andiamo tutti allo stadio. Nel bene e nel male. Protestare contro i giocatori non porta a niente: il livello tecnico, purtroppo, è ridicolo ma se iniziamo a far piovere sul bagnato rischiamo veramente di rimanere ancorati a ventuno punti in classifica. È quello che si vuole? Non credo. E allora chiudiamo con dignità questo campionato. O almeno proviamoci….


Antonino Marino 11/03/2013
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