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Perdere così fa male. Fa male dal punto di vista della classifica ma anche e soprattutto dal punto di vista psicologico. Essere battuti, nel gioco come nella vita ci sta, ma quantomeno la voglia di lottare e lo spirito di abnegazione non devono mai venire meno. E invece ieri, nella sciagurata sconfitta di Bologna, in casa Palermo è mancato tutto: gioco, idee, spirito di sacrifico e voglia di vincere.
E ci sta che il buon Donati incappi in una giornata no: d’altronde da quanto siede Gasperini sulla panchina rosanero ha disputato grandi partite in un ruolo non suo. Ma quello che maggiormente preoccupa, malgrado tutto, è proprio il livello tecnico della squadra. Ujkani, seppur incolpevole ieri, ha dimostrato poca sicurezza mentre Garcia spende tanto dal punto di vista fisico ma palla al piede è un disastro. Morganella deve capire che le partite durano novanta minuti, mentre Kurtic deve prendere consapevolezza di chi è e di cosa deve fare a centrocampo. Rios ormai è un mistero (tanto mastino quanto incostante) mentre Ilicic e Brienza vanno a corrente alternata.
In ogni caso, qualità o non qualità, la domanda a questo punto è un’altra: quale sarà la reazione della squadra in vista del derby di sabato sera? Il Catania, ad oggi, ha dimostrato di essere un gradino sopra e i diciannove punti conquistati fino a questo momento ne sono la testimonianza. La partita vale una bella fetta di stagione, e se così non è per i giocatori lo è sicuramente per i tifosi che sabato vorranno vedere sangue e sudore grondare da ogni dove. Vincere sarebbe una bella iniezione di fiducia in vista di un finale d’anno a dir poco rovente.
Bisogna arrivare a gennaio con almeno 17-18 punti in classifica per poter poi intervenire in sede di mercato. Urgono interventi in ogni zona del campo: iniziando dalla difesa dove uno (o addirittura due centrali) servono: se Milanovic e Labrin (ieri disastroso all’esordio stagionale) non vengono ritenuti all’altezza allora è meglio cederli. Donati deve essere riportato a centrocampo a meno che non arrivi un regista di sicuro affidamento o si decida di fare fiducia al giovane Viola. In attacco il solo Miccoli non può bastare: va bene Dybala (da fenomeno a meteora in sette giorni: strano il calcio, eh?) e poi? Hernandez è ormai perso mentre Budan inspiegabilmente non viene tenuto in considerazione. E se il sogno Trezeguet è svanito ancor prima di prendere corpo, serve ugualmente qualcun altro capace di buttarla dentro. Il Bologna può permettersi Gilardino e il Palermo no? La Lazio può avere Klose, il Parma Amauri, l’Atalanta Denis, il Torino Bianchi e il Palermo no?
Che Sogliano prima e Perinetti poi hanno smantellato (per non dire rovinato) una squadra è palese: adesso il buon Lo Monaco deve cercare di riprendere in mano le redini di una situazione che cade giorno dopo giorno sempre più a picco. E se a gennaio non si riesce a portare a termine nessuna operazione di rilievo allora è meglio mettersi a pregare perché i miracoli accadono, ma non a queste condizioni.