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“Chi ben comincia è a metà dell’opera” recita il proverbio, ma purtroppo nel caso del Palermo è l'esatto contrario. Chi questa estate aveva definito quella dei siciliani una squadra “ammazza campionato”, è evidente che si sbagliava. O almeno finora. La prestazione di ieri sera contro l’Empoli è stata infatti a tratti deludente, o quanto meno lo è stato il risultato. Davanti ai propri tifosi i rosanero hanno perso 2-1, ricominciando questo nuovo cammino verso la serie A così come era terminato quello della passata stagione.
Memore del famoso “passo indietro” fatto a Modena, Gennaro Gattuso ha provato ad invertire subito la rotta cambiando modulo e schierando un 4-3-1-2 con Dybala alle spalle di un tandem d’attacco di tutto rispetto formato da Hernanez e Lafferty. Un esperimento che purtroppo è durato pochi minuti. Al 20’ circa è arrivata infatti l’espulsione di N’Goyi, e tutti i piani sono andati in frantumi. La doppia ingenuità dell’ex Paris Saint Germain ha costretto il tecnico dei siciliani a richiamare in panchina il nordirlandese e mandare in campo il giovane centrocampista Struna. Eppure nonostante l’inferiorità numerica il Palermo ha tenuto botta, trovando anche la rete dell’illusorio pareggio e mostrandosi pericoloso in qualche altra occasione. Buono poi l’avvio della ripresa, ma dopo il raddoppio subito dall’ex di turno è stato il buio totale.
I problemi evidenziati nelle passate settimane si sono ripresentati. La difesa non è compatta e i singoli sono spesso troppo disattenti. Basti pensare che in occasione del gol del 2-1 Maccarone, che non è di certo un gigante, è riuscito a svettare di testa su tutti segnando su un calcio piazzato. Poi c’è un centrocampo sempre più privo di idee. Bacinovic è soltanto l’ombra del mediano che in molti apprezzavano qualche anno fa e ci si comincia anche a chiedere se quello in campo sia davvero lui o una controfigura. Troppi gli appoggi semplici sbagliati, lo sloveno non è entrato quasi mai in partita. Al centro del campo pesa senza alcun dubbio l’assenza di capitan Barreto, ma soprattutto quella di un vero regista e di qualcuno che faccia da filtro tra la retroguardia e l’attacco. Positiva invece la prestazione di Stevanovic, che sull’out di sinistra si scambiava bene con Daprelà.
Poi c’è il duo delle meraviglie che in molti invidiano. Bella l’intesa tra Dybala ed Hernandez, che a tratti hanno fatto sognare il popolo rosanero. Il giovane talento argentino ha provato più volte a mandare in rete la “Joya”, peccato però che sia andato a buon fine solo uno dei tanti tentativi. Molti gli scambi al limite dell’area, ma poco pungenti sotto porta. L’uruguagio, capitano per una sera, ha offerto comunque una prestazione fatta di tanta buona volontà e ha voluto dimostrare di non essere distratto dai rumors di mercato. Non resta che sperare di vederlo in campo con la maglia rosanero per altre 40 partite. L’intesa mostrata ieri sera dai due fa ben sperare per il futuro.
Discorso a parte va fatto per Sorrentino. Il futuro del numero uno del Palermo è una grande incognita e nel frattempo il buon Stefano fa il suo compitino, mette una pezza quando serve ed è incolpevole sui due gol. Ma ai tifosi questo non importa. La volontà dell’estremo difensore sembra (e sottolineo sembra) quella di andar via e se si pensa che fino a pochi mesi fa l’ex Chievo dichiarava di voler giocare a Palermo a prescindere dalla categoria, ecco spiegati i cori a lui rivolti. Cori che sono nulli in confronto a quelli riservati a Maurizio Zamparini. I sostenitori rosanero non hanno ancora perdonato il numero uno di viale del Fante e la sconfitta casalinga di ieri sera di certo non aiuta in questo senso.
Ad oggi mancano poco più di 24 ore alla chiusura della sessione estiva del calciomercato e Perinetti ha ancora tempo per piazzare qualche altro colpo, sebbene la dirigenza rosanero abbia più volte dichiarato chiuse le trattative in entrata. Tutto può ancora succedere e la speranza è quella di non trovarsi di fronte qualche brutta sorpresa dell’ultim’ora…