Il circo rosanero ai piedi del suo giocoliere

L'editoriale


Se il giocoliere è in giornata di grazia, tutto il circo ne trae giovamento. Tradotto: quando gira Ilicic il Palermo difficilmente esce dal campo battuto. La gara contro la Fiorentina si potrebbe condensare in questa frase.

Sarà stata l’aria del “Barbera” o forse la consapevolezza di giocare sotto gli occhi di chi lo ha lanciato in Italia, tal Delio Rossi, ma ieri il fantasista sloveno ha sfoderato i pezzi migliori del suo repertorio: tocchi illuminanti e cambi di gioco in primis, per non parlare del delizioso pallone servito a Miccoli in occasione della prima rete e del match-ball, su calcio di punizione, sfruttato proprio nel momento in cui il pari viola cominciava ad essere subodorato nelle zone intorno allo stadio. La standing ovation al momento del cambio dà il senso di quella che è stata la prova del talento di Prijedor.

Tra i protagonisti del sesto successo casalingo consecutivo figura pure Matias Silvestre. L’argentino si conferma muro invalicabile per gli attaccanti avversari, anche ieri costretti a sbattere contro il numero tre ex Catania. Le sue prestazioni rappresentano un’assicurazione sull’incolumità della porta rosanero, continuando su questa strada il ruolo di leader della difesa diverrà definitivamente inattaccabile.

Al fianco dell’argentino è stato riproposto Giulio Migliaccio, sulla cui professionalità bisognerebbe spendere ben più di qualche riga. Accettare senza alcun problema di tornare a recitare un ruolo non troppo gradito, quello di centrale della terza linea, è sintomo di reale interesse per la causa, non sempre palesato da qualche altro senatore. Se a questo aggiungiamo il valore della prova offerta, indiscutibilmente positiva, il quadro che emerge è quello del calciatore che ogni allenatore vorrebbe in rosa. A conferma di ciò, le parole spese da Mangia nel corso della conferenza stampa post-partita: «Giulio è un grande e lo ringrazio. E poi, lo sapete meglio di me, il ruolo ha poca importanza: gioca sempre bene».

Se il Palermo ieri è uscito dal campo con i tre punti in tasca, una parte dei meriti va attribuita ad Edgar Barreto. Il paraguayano continua a lavorare nell’ombra, senza avanzare alcun tipo di pretesa. Anche ieri il suo contributo si è rivelato fondamentale per gli equilibri della linea mediana rosanero, specie in fase d’interdizione. Una pedina meno appariscente di altre, ma non per questo meno preziosa.

Chiudiamo con un pensiero dedicato a Fabrizio Miccoli: pur non essendo al meglio, ha deciso di scendere in campo e dare una mano alla squadra. Ha sbloccato il match con una precisa conclusione che non ha lasciato scampo a Boruc e finché il fisico lo ha supportato è stato in grado di creare qualche grattacapo alla difesa ospite. Poi l’ennesimo ko, ci auguriamo l’ultimo di una serie. Coraggio, capitano.


Gianluca Rubino 28/11/2011
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