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Chi ha visto la gara di ieri in Coppa Italia, fra Palermo e Parma, difficilmente rimuoverà tale ricordo. Le emozioni, per chi seguiva il match da casa ma, sopratutto, per chi era presente al “Renzo Barbera”, sono state, difatti, indescrivibili. Attenzione, stiamo parlando di una partita che, a causa delle varie imprecisioni da una parte e dall'altra, si è mantenuta sullo 0-0 per 120', motivo alla base di una tale giostra emozionale. La squadra di Rossi, nonostante le pesanti assenze in attacco, fa di necessità virtù e con il baby Jara Martinez, classe '93, riesce ad accedere alle semifinali di Tim Cup.
Era iniziata così Nelle premesse, il quarto di finale fra rosanero e gialloblu, doveva andare diversamente. Delio Rossi, schierando dal 1' la formazione titolare, dava infatti la netta sensazione di volersi portare la qualificazione a casa già nel primo tempo. Le cose andranno diversamente. Il Parma, senza Giovinco e Crespo nell'undici iniziale, gioca bene mettendo costantemente in difficoltà sulle fasce Cassani e Balzaretti. I rosa sembrano in ogni caso metterci del loro per non esprimersi al meglio. Il trio fantasia, composto da Miccoli, Ilicic e Pastore, non funziona come nelle precedenti uscite. Deficitarie, nello specifico, sono infatti le prestazioni offerte dallo sloveno e dal Romario del Salento. L'unico a salvarsi è il Flaco Pastore, tornato ad incantare nella giornata giusta. Le uniche occasioni per il Parma capitano a Palladino, il trequartista è però impreciso. La prima frazione si trascina quindi stancamente al termine.
Dritti ai rigori Nel secondo tempo ci si attende dei cambi in casa Palermo, Rossi ripropone invece i medesimi undici dei primi 45'. I risultati tanto per cambiare sono i medesimi. I siciliani dominano il centrocampo, superano con facilità la difesa ducale ma arrivati in area di rigore perdono le coordinate del gol. L'assenza di una punta di peso, denunciata da Rossi in settimana, si evince clamorosamente quando Pastore e compagni cercano con gli occhi in area un uomo che non c'è mai. La “svolta” accade quasi allo scadere della seconda frazione. Rossi cambia, con un occhio alla partita di domenica contro l'Inter, uno stanco e contrariato Miccoli, al suo posto esordisce il diciassettenne Jara Martinez. Avvicendamento giusto, nonostante la differenza d'età e d'esperienza che divide i due giocatori. Uscito il capitano rosanero, sale in cattedra Javier Pastore. L'argentino prende in mano la squadra e, con due acuti personali, prova ad infiammare il popolo rosanero. Un ottimo Pavarini chiude la strada. Nemmeno l'ultima occasione che si materializza sui piedi di Kasami, subentrato intanto ad uno spento Ilicic, riesce a sbloccare il risultato. Si va ai tempi supplementari. Nella successiva mezz'ora le due squadre sembrano non averne più, gli unici spunti sono affidati agli uomini simbolo, da un lato Pastore, dall'altro Giovinco. La lotteria finale dei rigori sceglie la ruota di Palermo, sceglie sopratutto il baby Martinez. Il paraguaiano, all'esordio assoluto, calcia il rigore decisivo con fredezza e molta incoscienza.
Obiettivo finale Raggiunta la semifinale, evento che non accadeva dalla stagione 2005/2006(in quell'occasione i rosa incontrarono la Roma perdendo nel doppio confronto), oggi i possibili avversari si chiamano Milan o Sampdoria. Dal confronto di oggi pomeriggio, allo stadio Marassi di Genova, uscirà infatti il nome della seconda semifinalista che andrà a contendere un posto in finale ai rosa. Un passaggio del turno da parte degli uomini di Allegri, non scontato ma probabile visti i tanti campioni in campo, renderà dunque la semifinale, con la formazione di Rossi, veramente speciale. Un eventuale passaggio della Sampdoria riproporrebbe invece quello che, la passata stagione, è stato il cosiddetto spareggio Champions.