



Ecc. A: primo k.o. per l'Akragas, 6 su 6 per il Marsala, all'Alcamo il big match
Eccellenza B: pari nel big match Due Torri-Orlandina, ne approffitta il Città di Vittoria
Una Tiger decisa e cinica strapazza l’Atletico Gela 3-0
Palermo, ora et labora
La prima di Gasperini sulla panchina rosanero, nonostante gli ottimi segnali di ripresa intravistiti a Bergamo, verrà ricordata negli almanacchi come l’ennesima sconfitta di un campionato che si annuncia quanto mai difficile. Piuttosto che fossilizzarci, però, sulla sconfitta in sé e per sé, è giusto dare a Gian Piero ciò che è di Gian Piero.
Facendo una piccola analisi di quanto visto ieri pomeriggio impossibile non focalizzare l’attenzione sui due reparti, che fino ad oggi, stanno facendo la differenza (in peggio ovviamente): la difesa e l’attacco.
Che il Gasp sia un amante del gioco offensivo questo si sa ergo la fase di non possesso, spesso, può apparire trascurata. Ieri però, e a differenza di quanto fatto vedere sotto la gestione Sannino, parecchi miglioramenti si son visti nonostante l’esperimento Donati riuscito a metà. Il reparto è apparso solido, complice anche la non brillantissima giornata di Denis e compagni, e il futuro dello stesso sembra meno nero di quanto si possa pensare. Perché? Nella difesa di ieri mancava un elemento di spessore, chiamato Andrea Mantovani, che avrebbe assicurato quantità, qualità, ma soprattutto esperienza. Anche Munoz, nonostante le innumerevoli critiche pervenutegli negli ultimi mesi, ha disputato una gara al di là di ogni più rosea previsione e se questo non bastasse in panchina scalpitava un certo Milan Milanovic che di talento ne ha da vendere.
Il problema vero e proprio, però, risiede in avanti. Il solo gol segnato, per giunta da un centrocampista, dopo quattro giornate di campionato ha messo sull’attenti l’intera dirigenza rosanero. Mentre appare inspiegabile l’utilizzo di Giorgi al fianco di Ilicic ed Hernandez, le prestazioni di quest’ultimo, l’esclusione di Miccoli e la rinuncia a Dybala, per il momento le principali tematiche che terranno banco fino alla partita di mercoledì pomeriggio con il Pescara.
Per quanto riguarda l’uruguaiano l’attenuante delle olimpiadi, che ne avrebbero esaurito la freschezza psico-fisica, sembra non reggere più. Il diamante ammirato sotto la gestione Rossi sembra non esserci più e i tanti, giustamente, si chiedono cosa sia successo. Mai uno scatto, mai un movimento in verticale, mai un ripiegamento difensivo: niente di niente. E allora perché ostinarsi a puntare su di lui?
Virando le attenzioni su Miccoli e Dybala, invece, tanti i dubbi. In particolar modo il mancato utilizzo del capitano dal primo minuto ha lasciato parecchio perplessi. Forse in settimana non ha reso al massimo, o forse Gasperini gli chiede uno sforzo fisico che alla ‘veneranda’ età di 33 anni non gli appartiene più? E se il problema fosse proprio quest’ultimo perché non puntare sull’entusiasmo del talentino argentino?
Domande e dubbi a parte di una cosa bisogna essere consci: urge virare rotta e le partite con Pescara e Chievo Verona potrebbero cambiare radicalmente il volto ad una stagione che altrimenti si annuncerebbe disastrosa.
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