



Juve Stabia-Trapani 2-3: le pagelle
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Il Palermo si appresta a concludere il proprio 2010 al sesto posto, con un bottino di ventisette punti. Ecco una valutazione di tutti i principali protagonisti, a cominciare dal presidente Zamparini.
IL PRESIDENTE:
Zamparini: 6,5. Più che sufficiente la valutazione del patron. Il numero uno di viale del Fante in estate riesce a confermare Miccoli e a restare sordo alle sirene plurimilionarie legate alle giocate di Pastore. Astuta la mossa di prolungare e adeguare il contratto del Flaco alla vigilia delle feste e dell'apertura del calciomercato. Una sintesi tra un regalo ai tifosi e la volontà di respingere al mittente le offerte delle big europee per l'argentino. Negative, come spesso accade, alcune uscite a mezzo stampa contro squadra e tecnico. D'altronde, come dice il proverbio, il lupo perde il pelo...
IL DIRETTORE SPORTIVO:
Sabatini: 5,5. La campagna acquisti premia il lavoro dell' ormai ex ds rosa, nonostante qualche evidente topica (vedi Glik). Munoz, Ilicic, Bacinovic e Pinilla si stanno rivelando scommesse vinte, per la felicità di società e pubblico pagante. L'insufficienza è legata a un addio, frutto di qualche acceso scambio di vedute con Zamparini, che ci permettiamo di definire frettoloso. Più della metà dei direttori sportivi della massima serie, infatti, farebbe carte false per lavorare con un presidente brontolone ma disposto a mettere mano al portafoglio.
L'ALLENATORE:
Rossi: 7. Non può che essere positivo il giudizio su mister Delio. Il Palermo è tra le squadre più spettacolari d'Italia, come evidenzia lo score delle reti messe a segno. La criticità di un calcio tanto offensivo quanto bello a vedere, tuttavia, risiede nella facilità con cui gli avversari riescono a mettere il pallone alle spalle del povero Sirigu, perforato per ventidue volte in diciassette partite. Nel 2011 il tecnico rosa dovrà lavorare molto su questo aspetto, altrimenti l'Europa rischia di rimanere un sogno proibito.
I PORTIERI: media di 6,75
Sirigu: 7. Dopo un inizio di stagione non certo positivo, Sasà da Nuoro è tornato sui suoi livelli, tanto da arrivare a lottare con il bolognese Viviano per i galloni di vice-Buffon. Da incorniciare le prove contro Fiorentina, Catania, Cesena e, nonostante la sconfitta, Napoli. Unico neo, le incomprensioni con la società per il rinnovo del contratto. L'auspicio della piazza è quello di vedere l'estremo sardo ancora per tante stagioni a presidio della porta rosanero.
Benussi: 6,5. Definito il "portiere di coppa", l'ex numero 11 del Livorno e attuale 99 del Palermo (complimenti per l'originalità nella scelta dei numeri di maglia) si è tolto una bella soddisfazione nel match interno contro il CSKA Mosca, parando un rigore a Vagner Love. Sempre sufficienti le prestazioni, a conferma della sua affidabilità.
Brichetto: sv. Nessuna presenza in una stagione e mezza per lui. Impossibile esprimere giudizi.
LA DIFESA: media di 5,88
Goian: 6. Anche in questo scorcio finale di annata il roccioso difensore rumeno ha dimostrato di poter tornare utile alla causa rosa. Buone le sue prove, eccezion fatta per qualche rigore, vero o presunto, provocato in maniera piuttosto ingenua.
Bovo: 6,5. Un inizio di stagione problematico che ha man mano lasciato il posto a gare sempre più convincenti. Questa, in sintesi, la valutazione che attribuiamo al regista difensivo romano, leader indiscusso del reparto arretrato della formazione di Delio Rossi.
Munoz: 6. Nei primi due mesi ne ha combinate di tutti i colori. Palloni bucati, fuorigioco sbagliati, marcature abbandonate e ancora tanto altro. L'ambiente, però, è sempre rimasto dalla parte del centrale argentino, capace di risalire posizioni e di diventare un pilastro del pacchetto difensivo.
Glik: 4. Per lui solo quattro presenze decisamente negative. I tifosi rosa, con ogni probabilità, si ricorderanno dello spilungone polacco esclusivamente per il favoreggiamento degli attentati terroristici alla porta del Palermo compiuto dagli attaccanti di Sparta Praga e CSKA Mosca in Europa League.
Cassani: 6,5. Sugli stessi livelli della passata stagione. Straripante in alcune circostanze, vedi le gare contro Catania e Cesena, continua a dimostrare di essere maggiormente portato ad attaccare che a difendere. Più costante rispetto al passato, è oramai uno dei punti di forza della Nazionale di Cesare Prandelli.
Balzaretti: 7. Tra i più continui. Sono in molti a chiedersi come mai la Fiorentina, e nella fattispecie quel Prandelli costretto a ricredersi sul suo conto da ct, si sia fatta sfuggire uno dei migliori terzini in circolazione, indispensabile sia nell'impalcatura della manovra d'attacco con i suoi inserimenti, sia nella protezione dell'area di rigore con diagonali fondamentali nella distruzione delle trame offensive avversarie.
Garcia: 6. Un giovane di belle speranze, con numeri interessanti che lasciano presagire un futuro roseo. Le apparizioni in coppa ci hanno detto questo su un calciatore che, piuttosto che svernare in panchina, avrebbe bisogno di maggiore continuità. Possibile, infatti, una sua cessione in prestito a gennaio.
Darmian: 5. Le cronache delle gare disputate dall'esterno difensivo scuola Milan raccontano di qualche svarione e tanta timidezza. Come nel caso di Garcia, meglio trovargli una sistemazione più congeniale.
IL CENTROCAMPO: media di 6,61
Migliaccio: 7. L'abnegazione, la tenacia e la grinta continuano a essere i suoi cavalli di battaglia. Il suo lavoro in fase d'interdizione è imprescindibile per i meccanismi di gioco della squadra di Rossi. La sua umiltà, infine, ha definitivamente conquistato il pubblico del "Barbera".
Nocerino: 7. Tra i pochi giocatori in rosa capaci di cantare e portare la croce contemporaneamente. I suoi inserimenti, spesso e volentieri, permettono ai tenori del reparto avanzato di liberarsi dalle marcature asfissianti degli avversari; i suoi recuperi, invece, facilitano il compito alla linea mediana e a quella arretrata.
Bacinovic: 7,5. Bella scoperta. Lo sloveno meno appariscente, con il suo taglia e cuci in mediana, è diventato il sarto della manovra rosanero, spodestando tal Fabio Liverani. Per lui anche due gol, seppur inutili ai fini del risultato, contro Bologna e Milan.
Liverani: 4,5. La vera grande delusione di questo finale d'annata. Diverse prestazioni negative consecutive e un infortunio, con in mezzo una richiesta di rinnovo del contratto in scadenza: così nei primi due mesi e mezzo. Poi il rientro e qualche spezzone di partita sufficiente, che comunque non può che influire marginalmente sul giudizio complessivo.
Kasami: 6. Tanta grinta e buona tecnica di base: queste le credenziali su cui intende far leva l'appena diciottenne macedone naturalizzato svizzero per rimanere in rosanero sino al termine della stagione. Di grande personalità i frammenti di gara disputati contro Parma e Bari.
Rigoni: 6+. Altro giovane di prospettiva. In ballottaggio con Kasami in vista di un'eventuale cessione in prestito, vanta buone prove da titolare contro Sparta Praga e Parma, con un gol all'attivo nella sfida contro i cechi che gli vale il "più" in pagella.
Joao Pedro: 5,5. Non è una bocciatura, anzi. I numeri sono quelli del giocatore che si farà, imponendosi a ottimi livelli. Pecca in malizia ed esperienza, ma non potrebbe essere altrimenti per un ragazzo che sino a quattro mesi fa si trovava dall'altra parte del pianeta.
Ilicic: 8. Di lui si parlava come di un buon giocatore capace di sfiorare la doppia cifra in un campionato mediocre quale quello sloveno. Si è rivelato devastante. Ha corsa, dribbling, visione di gioco, esperienza, capacità balistiche impressionanti e fiuto del gol. Superfluo spiegare le motivazioni che stanno alla base di una valutazione così lusinghiera.
Pastore: 8-. Sul Flaco e sulle sue qualità si potrebbero spendere pagine e pagine. Ma quando si ha a che fare con un giocatore di tale spessore, è più divertente soffermarsi sui difetti. Portare meno palla, non prendersi troppe responsabilità ma lottare insieme alla squadra quando il risultato non arriva, non cercare la giocata ad effetto a tutti i costi, mantenere la calma, specie in campo internazionale: caro Javier, se potessi travestirti solo per un istante da Babbo Natale, sarebbero queste le richieste che avanzerebbero i tifosi rosanero.
L'ATTACCO: media di 6,00
Miccoli: 6,5. Tornato a pieno regime soltanto da poche settimane, dopo un incipit di stagione parecchio complicato, il capitano vanta già tre reti all'attivo senza rigori. Pregevole quella messa a segno contro il Parma. Instancabile trascinatore.
Maccarone: 5. Altra isola infelice dell'arcipelago rosa. Big Mac non si è mai pienamente integrato nei meccanismi della squadra, finendo per uscirne definitivamente già a metà novembre. Da ricordare solamente un paio di gol in Europa League, la rete del pari nella sfida casalinga contro il Lecce e il pregevole assist per il terzo gol di Pastore nel derby.
Hernandez: 5. Ad agosto il re di coppa, a settembre un ectoplasma, ad ottobre infortunato e mai più rientrato. Sfortuna nera per il povero Abel, praticamente mai in grado di esprimersi ai suoi livelli. Siamo certi che si rifarà. Molto presto.
Pinilla: 7,5. Percorso inverso rispetto a Hernandez. Da quarta scelta a titolare fisso, infortuni permettendo. Il cileno si è dimostrato all'altezza della serie A, mettendo in serio imbarazzo parecchie difese avversarie. Elevazione e potenza fisica lo rendono un centravanti di sicuro affidamento, a tal punto da suscitare l'interesse della Juventus.