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Rossi: «Per me parlano i numeri»

Dalla sala stampa


Protagonista dell'odierna conferenza stampa di oggi, il tecnico del Palermo, Delio Rossi, si è soffermato su vari aspetti della stagione, tracciando anche un bilancio in numeri del suo periodo a Palermo.

NUMERI «Quest'anno ho conquistato 66 punti, peggio soltanto di Roma e Milan, abbiamo fatto 66 reti e come età media siamo inferiori soltanto all'Udinese. Abbiamo 8 esordienti in serie A e 11 in Europa League. Cinque giocatori sono stati convocati in Nazionale per la prima volta: Sirigu, Balzaretti, Bovo, Pastore ed Hernandez; sono stati, invece, richiamati Cassani, Pinilla e Cavani. Siamo la squadra con meno espulsioni in campionato, non abbiamo ricevuto nessun rigore a favore. In Europa abbiamo conquistato 7 punti, come il Napoli, meglio di Juve e Samp».

RINGRAZIAMENTI «Voglio ringraziare tutte le persone che hanno lavorato dietro le quinte, dai collaboratori, ai medici, ai magazzinieri, ai fisioterapisti. In un progetto di crescita ci vogliono anni per crescere, mentre per distruggere tutto basta un momento. Nel 2011 possiamo ancora crescere e voglio salutare tutti quelli che tengono molto a questi colori».

RAPPORTO CON ZAMPARINI «Se sarò io a dimettermi prima che il Presidente mi esoneri? Noi due lavoriamo per la stessa causa, ma abbiamo un diverso modo di rapportarci con la gente, che non va mai presa in giro. Le piazze del Sud mi hanno sempre mostrato tanto affetto, calore, emozioni. Io non prometto niente, voglio centrare gli obiettivi piuttosto che dichiararli. Bisogna sempre ricordare che questa maglia rappresenta una città ed un popolo. Io non mi sento legato a un posto soltanto da un pezzo di carta. Solo le giuste basi e le giuste condizioni mi possono garantire la permanenza in un club e se vengono a mancare posso andare via nonostante il contratto. Se avverto la fiducia del presidente? Dovreste chiederlo a lui, io sono abituato soltanto a lavorare».

OBIETTIVI «Sarebbe un ottimo risultato eguagliare ciò che è stato fatto la scorsa stagione, ma noi vogliamo migliorarci e alla fine otterremo ciò che avremo meritato. La squadra è più giovane rispetto allo scorso anno e quindi tutto è più difficile. Arrivare da zero a 90 è più semplice che arrivare da 90 a 100, quindi dobbiamo lavorare sulle solide basi che abbiamo costruito».

BILANCI «Un bilancio va fatto dopo un periodo di tempo sufficiente, che secondo me è di circa un anno. Il mio futuro legato al risultato? Il calcio è un'azienda anomala, si pensa prima al risultato e poi alla strategia. Le nostre fondamenta sono solide, ma ci vuole pazienza. Da quando sono arrivato ho sempre affermato di credere in tre cose: lavoro, lavoro e lavoro. Non risponderò mai, in forma pubblica, alle dichiarazioni del Presidente».

GIOVANI DI QUALITA' «Pastore ha rifiutato Chelsea, Barcellona e Real? Lui potrebbe essere un campione adatto a questi club, ma non è ancora pronto. Non so quanti altri ragazzi avrebbero avuto il coraggio e la maturità di rifiutare certe proposte. Pastore è ancora in evoluzione e se il Palermo sta facendo bene vuol dire che abbiamo giuvani di qualità. Se sia meglio il giocatore esperto o il giovane sconosciuto? Nel calcio non c'è una ricetta vincente, il discorso non è legato all'età, ma alle qualità tecniche e mentali. Problemi tra Ilicic e Pastore? Onestamente non ne ho notati; i due parlano la stessa lingua calcistica, semmai potrebbero avere qualche problema con giocatori che si esprimono diversamente.».

FORZA DELLA SQUADRA «Ci sono sette-otto giocatori che trainano l'intero gruppo verso un lavoro dedito ad impegno e sacrificio: è questa la vera forza della squadra. I giocatori rendono meglio se inseriti in un contesto positivo. Al contrario, in ambienti non adatti, anche i campioni possono non rendere».

HERNANDEZ «Un ragazzo vive di alti e bassi più di un calciatore esperto. Magari rende a 70 per poi scendere a 30, mentre uno esperto non andrebbe mai sotto 60. Questo è un rischio che con i giovani si corre. Hernandez era in rampa di lancio, poi si è infortunato e, credetemi, sono io il primo ad essere dispiaciuto».

MERCATO «Maccarone? Farà parte della squadra fino a quando sarà con noi. Ad essere sinceri, non mi piace questo periodo del mercato perchè le voci influiscono un po'. Più del 90% delle volte queste trattative non vanno in porto, quindi il giocatore può chiedere anche di essere messo da parte. Questo mercato così è stato voluto dai calciatori».


Luca Di Noto 28/12/2010
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