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L’ormai ex allenatore del Palermo, Delio Rossi, ha incontrato i giornalisti presso la sala stampa dell’Addaura Hotel. Il tecnico ha parlato tra le lacrime d un progetto che ha fatto crescere la squadra ma che, adesso, non è più suo.
ESONERO: «Onestamente non so da dove iniziare perché era da qualche anno che non mi capitava di parlare dopo un avvicendamento. Voglio partire dalla fine: ieri ero a casa con la mia famiglia verso le 12.30 quando ho ricevuto la chiamata della società che mi diceva dell'esonero. Non sapevo come funzionava un esonero e pensavo di ricevere un telegramma. Mi hanno detto che a breve ci sarebbe stato un comunicato e che non sarebbe stato obbligatoria la mia presenza a Palermo»
RINGRAZIAMENTI: «Ho ritenuto opportuno venire qui per parlare con tutti. Credevo di poterla fare a Boccadifalco, nella mia prima casa, ma la faccio qui dalla mia seconda casa. La mia terza era il Barbera. Sono qui per ringraziare la gente di Palermo per il rispetto mostratomi al di là dei punti in classifica. Mi hanno rispettato perché penso di aver dato tutto me stesso. Voglio ringraziare la squadra dal primo all'ultimo giocatore, compreso chi è andato via. Ringrazio anche i miei collaboratori, magazzinieri e tutti coloro che hanno lavorato nell'ombra e posso assicurare che l'hanno con il massimo della professionalità»
FUTURO DEL PALERMO: «Adesso l'epilogo è arrivato, seppur anzitempo. A bocce ferme parlerò di quanto successo, adesso no perchè i ragazzi hanno da disputare tante partite. i presidenti passano, gli allenatori passano, ma il Palermo rimane. Lascio una squadra che si era prefissa di ripetere lo strepitoso campionato dello scorso anno. Abbiamo fatto grandi cose con una squadra giovanissima. Loro sono il futuro e dovete stargli vicino. Non voglio aggiungere altro. Per me è finita ragazzi»
CARATTERE: «Un allenatore è giudicato in quello che fa, non per quello che dice. Son venuto in punta di piedi e ho solo lavorato senza avanzare nessuna richiesta. La nostra è la squadra che forse ha disputato il miglior calcio d'Italia. I risultati sono importanti ma fondamentale è lottare, e chi non lotta è sconfitto a priori»
CRITICHE: «Critiche personali? Mi danno molto fastidio perchè credo che a livello personale nessuno si può permettere di giudicarmi. Posso essere un allenatore scarso ma come persona mi ritengo degna e la sera mi guardo allo specchio conscio del fatto di essere un uomo. Gli applausi di domenica? Mi hanno fatto bene, ma anche male. Mi hanno fatto male perché dopo il 7-0 devi uscire tra i fischi non tra gli applausi e inoltre questi applausi dovevano essere per tutti, anche i giocatori»
ZAMPARINI: «Sentivo l'appoggio della gente e della squadra e non vedevo motivo di dover mollare. Trovo sciocco in questo momento parlare a Zamparini tramite i media. Ho detto quello che dovevo dirgli in faccia, in maniera diretta. Con chi conosco sono abituato a parlare in faccia, a tu per tu. Non sono bravo con le parole ma sono un uomo. Critiche di Zamparini? Mi scivolano addosso come tante altre cose»
RITORNO: «Un domani tornerò a Palermo perché qui ho lasciato un ottimo ricordo, qualcosa di me. La storia era finita da un pezzo e i fischi mi hanno fatto male proprio per questo. L’addio di Sabatini è coinciso con l’inizio della fine. Abbiamo fatto grandissime cose in due anni. Sicuramente potevamo fare di più, perchè si può sempre fare di più; è labile il confine tra il successo e la sconfitta. Non siamo andati in Champions per un punto e si tiene conto solo dello 0-7 e ci si dimentica che il Palermo è distante solo un punto dalla Champions»
RIVENDICAZIONI: «Non ho rivendicazioni da fare o cose da dire. È andata così e c'è poco da fare. La squadra deve fare 11 partite, anzi spero siano 14 e per 14 partite bisogna stare in apnea. Ripeto: a bocce ferme ne riparleremo».
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(Golsicilia.it)