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Quando si passa il punto di non ritorno…

Rossi liquida Zamparini. Chi al posto di Pioli?


La situazione, al momento, è tra le più caotiche che si potessero prevedere dall’inizio del ritiro in quel di Malles. Pioli non ha convinto, ha deluso. Non è stato capace di plasmare la squadra a sua immagine e somiglianza. Invocato come possibile eremita in grado di risolvere i problemi difensivi del Palermo, l’ex tecnico di Chievo e Parma è riuscito, paradossalmente, a far peggio di quanto non avevano fatto i ragazzi di Rossi in fase di non possesso lo scorso anno.  Sarcasticamente si potrebbe parlare di una legge, una legge “del tre”: tre gol incassati dagli svizzeri del Thun, tre dal Trapani, tre dal Fenerbahce e tre dal Napoli.

Ma a preoccupare Zamparini non sono solamente i gol incassati ma anche e soprattutto l’incapacità della squadra di imporsi in mezzo al campo. I rosa, nelle prime uscite, sono apparsi molli per non dire letteralmente demotivati. Sempre secondi sul pallone e perennemente privi di idee. Incapaci di dar vita a buone trame di gioco e di palleggiare a centrocampo. Ogni tanto qualche illuminazione, qualche fraseggio, ma nulla più. Troppo poco per chi lo scorso anno è andato vicino al traguardo storico di vincere la coppa Italia. Troppo poco per una piazza che ‘sogna’ sempre ma finisce sistematicamente con l’illudersi. Lo sa Pioli, lo sanno i giocatori ma soprattutto lo sa il Presidente.

Già proprio quel Zamparini tanto irruento quanto innamorato della sua creatura, tanto esuberante quanto focoso.  Alea iacta est, il dado è tratto. Difficilmente Pioli verrà riconfermato alla guida della squadra ed è per questo che è iniziato il consueto valzer di nomi riguardanti i possibili successori.

La piazza lo ama non lo ha mica dimenticato. Per lui i tifosi hanno deciso di mettersi faccia a faccia con il Presidente, ma inutile illudersi:  Delio Rossi non tornerà in Sicilia. Chi ha avuto modo di conoscerlo sa che è un uomo tutto di un pezzo. Pacato, umile, rispettoso ma soprattutto orgoglioso. Aveva accettato di ritornare a Palermo agli inizi di Aprile ma solo per portare a termine quanto iniziato più di un anno prima. Adesso la situazione è completamente capovolta: la Sua squadra gli è stata smantellata e non vi è un briciolo di progetto. Per non parlare delle continue offese subite da Zamparini durante il biennio vissuto in Sicilia. Troppi sgarbi, troppi torti per chi come lui mette anima e cuore nel proprio lavoro. Impossibile che il buon Delio accetti di ritornare, nonostante gli innumerevoli messaggi d’amore che gli staranno pervenendo in queste ore.

A questo punto rimane il dubbio: a chi affidare la panchina? Da scartare sicuramente l’idea Mangia: il tecnico della Primavera ha mostrato ottime capacità nel campionato di categoria lo scorso anno in quel di Varese ma è impossibile ipotizzare un suo avvento. Probabilmente gli manca l’esperienza per gestire un gruppo ambizioso ma soprattutto gli manca quel carisma per resistere alle continue “cariche” di Zamparini.

Ipotesi Marino? Anche questa è difficile che si realizzi. L’imprenditore friulano si è sempre detto frustrato nel vedere la propria squadra incapace di resistere agli attacchi avversari e raccogliere sistematicamente la palla da dentro il sacco. Ipso fatco impossibile pensare a Marino come possibile sostituto:  il suo 3-4-3 si sposerebbe benissimo con le idee tattiche di Zamparini ma non va dimenticato che nelle ultime esperienze a Parma, Udine e Catania le sue squadre sono state sempre tra le più bucate del campionato.

Più facile invece arrivare a Bortolo Mutti: per lui sarebbe  un ritorno a Palermo e vista la sua conoscenza dell’ambiente palermitano il tutto potrebbe risultare più semplice.

Gli altri nomi? Sempre i soliti. Donadoni, Ranieri e Papadopulo.

Ma tutti stanno dimenticando una persona. Un allenatore che nel 2006 ha vinto il Mondiale e che si è sempre detto “attratto” da un’esperienza in una città di mare. Chissà se Zamparini ci sta pensando su…


Antonino Marino 30/08/2011
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