



Ecc. A: primo k.o. per l'Akragas, 6 su 6 per il Marsala, all'Alcamo il big match
Eccellenza B: pari nel big match Due Torri-Orlandina, ne approffitta il Città di Vittoria
Una Tiger decisa e cinica strapazza l’Atletico Gela 3-0
Palermo, ora et labora
Pazza idea di (ri)far l’amore con lui. Ebbene sì, Maurizio Zamparini ci sta pensando: liquidare Stefano Pioli e richiamare Delio Rossi è un clamoroso scenario emerso nelle ultime ore, non più un semplice auspicio di una tifoseria ancora legata a doppia mandata al tecnico di Rimini. Il patron, infatti, dopo l’eliminazione dall’Europa League e le tutt’altro che positive prestazioni contro Trapani, Fenerbahce e Napoli, si è detto preoccupato, ammettendo che quello attuale è uno dei momenti di maggiore difficoltà dal suo arrivo in terra di Sicilia. A tutto ciò bisogna addizionare la guerra fredda in atto tra società e tifosi (negare l’evidenza non è mestiere del cronista), emersa in modo netto sia al termine della sfida amichevole contro i turchi, sia attraverso i commenti espressi dai tifosi sulla novellina pagina ufficiale Facebook inaugurata dal club di viale del Fante in concomitanza con la presentazione del nuovo portale.
L’anti-Zamparinismo rischia di diventare un antipatico trend, ecco perché il presidente pensa di correre ai ripari, magari richiamando l’antico condottiero al grido di “C’eravamo tanto odiati”. Dal canto suo Rossi non chiude porte in faccia a priori, alimentando in questo modo le speranze della piazza palermitana: «Sono in Inghilterra per adesso e non sono a conoscenza di questa voce – spiega il tecnico a Livesicilia - non ho mai avuto contatti con il Palermo e con Zamparini. Io non parlo di cose astratte, a me piace parlare di cose concrete. Posso solo dire che ho avuto dei contatti con altri club, ma il Palermo non mi ha mai chiamato. Sicuramente, stasera sarò in Italia e allora potrò approfondire tramite i media queste voci che circolano. Lo ripeto a me non piace parlare con i se e con i ma. Se ho mai visto il Palermo in questi mesi? Sì, la gara d'andata di Europa League contro il Thun».
Il problema, tuttavia, non riguarda esclusivamente la guida tecnica. Anche la rosa, infatti, ha messo a nudo tutti i propri limiti, o per meglio dire vere e proprie falle possibilmente da andare a tappare entro mercoledì alle 19, improrogabile deadline di un mercato estivo sino a questo momento deludente agli occhi di chi del Palermo ne fa una questione di cuore.
Coperta la porta con Tzorvas e puntellata la retroguardia con Cetto, Mantovani e Silvestre, ci sembra oltremodo azzardata la scelta di affidare il dopo Cassani a due giovani alla prima esperienza in massima serie quali Pisano e Aguirregaray. A centrocampo necessita l’arrivo di un uomo che sappia dare del tu al pallone, un regista con i piedi da fine dicitore che abbia le capacità per dettare i tempi della manovra. In avanti, invece, i mal di pancia di Miccoli da una parte e i continui acciacchi che affliggono le fragili gambe di Pinilla dall’altra, fanno di Hernandez l’unico elemento affidabile dell’intero parco attaccanti. Il che è quanto dire, specie se si considera il rendimento poco incoraggiante offerto dall’attaccante uruguaiano nella passata stagione. Se a tutto questo aggiungiamo che nelle prossime ore il tanto osannato a gennaio Gonzalez diverrà un ex, ci si può facilmente rendere conto di come il rischio di fare poco più che il solletico ai portieri avversari sia assai concreto quest’anno.
Difficile prevedere cosa potrà succedere nelle prossime 48 ore, non resta che attendere il corso degli eventi. Staremo a vedere.
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