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Terza sconfitta in una settimana per il Palermo: a mettere sotto i rosa, questa volta, sono stati i campioni d'Europa dell'Inter. Andiamo ad analizzare la prestazione degli uomini di Rossi.
Sirigu: 5. Ancora una volta insicuro. Non di rado sbaglia i tempi dell’uscita, facendo correre un brivido lungo la schiena dei tifosi rosa al 29’ su un inoffensivo cross proveniente dalla destra: soltanto l’intervento sulla linea di Migliaccio impedisce ad Eto’o di siglare prima del tempo il pari. Non gli si possono imputare responsabilità sull’1-1, mentre non si può dire la stessa cosa in occasione del raddoppio interista, quando si fa passare tra le gambe il pallone calciato dal centravanti nerazzurro.
Cassani: 5,5. Al 12’ presta il fianco a un’accelerazione di Eto’o e dopo quaranta secondi rischia la gaffe della domenica sbagliando l’intervento su un cross teso di Maicon. Migliora con il passare dei minuti, facendosi valere più in fase di spinta rispetto a quando c’è da rinculare.
Munoz: 5,5. Ancora una volta sul banco degli imputati. Milito non è certo un avversario semplice, ma il difensore argentino riesce a tenere botta alla forza fisica del connazionale. Eto’o, invece, lo punta due volte e in entrambe le circostanze riesce a sfuggire via: in una di queste, il camerunense libera il suo destro e sigla il momentaneo 1-1.
Bovo: 4,5. Nuovamente insufficiente la prestazione, gioca costantemente sull’anticipo ma non sempre riesce a contenere le sfuriate di un Eto’o decisamente pimpante. Al 70’ abbandona la marcatura del camerunense in occasione del sorpasso interista andando a chiudere inspiegabilmente, oltre che in malo modo, su Stankovic già marcato da Balzaretti. Si fa ammonire per un intervento tanto stupido quanto ruvido, sempre sul numero nove in maglia nerazzurra, a settanta metri dalla porta difesa da Sirigu. Confermiamo la diagnosi: necessita di un vero leader al suo fianco.
Balzaretti: 6. Le sue diagonali si rivelano decisive in un paio di situazioni, come sottolineato dai boati del "Barbera" in entrambe le circostanze. Meno presente rispetto a Praga quando c’è da attaccare, tuttavia la stanchezza è una scusante più che accettabile.
Migliaccio: 6. Voto di stima. Non è al 100% e si vede. Specie nei primi minuti fatica a tenere il ritmo dei palleggiatori interisti, tuttavia con il trascorrere dei minuti sale di tono e offre un contributo fondamentale alla causa rosanero. Cede di schianto nel finale.
Bacinovic: 6,5. Rossi gli chiede di dettare i tempi e lui risponde presente. Sovente prova a orizzontalizzare la manovra, ma né Nocerino né Migliaccio posseggono tecnica e fantasia da fini dicitori. Si disimpegna in maniera egregia anche quando c’è da sradicare la palla dai piedi dei centrocampisti di Benitez. Al 50’, assistito da Cassani, si divora il 2-0 a tu per tu con Julio Cesar.
Nocerino: 6. Rientrato dopo l’assenza in Europa League per squalifica, il “Noce” si dimostra imprescindibile specialmente in fase di non possesso, quando bisogna indurre l’avversario all’errore per conquistare il pallone e ripartire. Non avendo piedi educatissimi, spesso è imperfetto quando c'è da impostare il gioco.
Pastore: 6. Mostra evidenti segni di stanchezza dopo la straordinaria prova offerta nella trasferta in terra ceca. Non sempre nel vivo del gioco, dispensa magie a sprazzi: all’85’ salta netto Lucio e spara sul palo alla sinistra del portiere ospite. Sfortunato.
Ilicic: 7. Migliore in campo. Inizia con personalità, rischiando senza alcun timore sia il dribbling sia il passaggio meno prevedibile. Si inventa la rete del vantaggio, saltando in velocità Cambiasso e Zanetti, servendo a Pastore un pallone solamente da insaccare e riprendendo la respinta di Julio Cesar sulla conclusione del fantasista argentino. E’ un costante punto di riferimento per i compagni.
Hernandez: 5. Esce nettamente sconfitto dal confronto con due titani quali Samuel e Lucio. Talvolta si intestardisce nella ricerca del dribbling impossibile o della conclusione velleitaria, facendo spazientire pubblico e tecnico.
Maccarone, Liverani e Pinilla: sv. Partecipano all’arrembaggio finale, senza incidere.
Rossi: 6. Non gli si possono addossare chissà quali responsabilità. Il gioco non manca affatto, la manovra è fluida e i gol arrivano. Continua a essere la difesa il tallone d’Achille rosanero. Bovo non è un leader, Munoz e Glik sono ancora acerbi, Sirigu non attraversa certamente il miglior momento della sua carriera, Cassani e Balzaretti sono più abili a spingere che a difendere. Incolpevole.