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Palermo, contro il Verona quanta sfortuna!

L’editoriale


Non è bastata la buona prova di cui si sono resi protagonisti gli uomini di Gattuso, ieri contro il Verona un solo errore è costato caro. La rete dell’ ex Toni ha eliminato i rosanero dalla Coppa Italia, che tuttavia possono dirsi soddisfatti per quanto fatto vedere in campo.

FORMAZIONI l’unica sorpresa nell’undici titolare che Gattuso decide di schierare contro gli scaligeri è la presenza di Sanseverino, schierato al posto di Stevanovic sulla sinistra.  Per il resto viene confermata la formazione che meno di una settimana fa aveva piegato la Cremonese. Il 4-2-3-1 tanto osannato dall’ex bandiera del Milan si rileva sin da subito il miglior modo per stare in campo contro gli uomini di Mandorlini, a cui viene negato ogni tentativo di cominciare una fluida manovra di gioco. I primi minuti del match risultano fondamentali per la testa dei siciliani, che controllano il campo senza troppi problemi.

DUE FACCE dopo un primo tempo all’arrembaggio, condito dalle diverse occasioni da gol, dal palo di Dybala e dalla rete dell’ex Toni, i rosanero cominciano la ripresa come avevano cominciato il primo tempo. Con l’ingresso di Hernandez al posto del palermitano Sanseverino, il Palermo acquista maggiore potenza in fase offensiva, ma paino piano la stanchezza comincia a farsi sentire e perdendo la supremazia in mezzo al campo , come visto anche nel secondo turno contro la Cremonese, la squadra comincia a fare fatica anche in fase difensiva. Ngoyi, che corre per tutto il primo tempo, nella ripresa sembra quasi stremato dal caldo d’agosto. In mezzo alla difesa Terzi sembra molle in qualche disimpegno, cosi come la spinta di Pisano e Daprelà sulle fasce sembra scemare via via che i minuti passano. Solo la fantasia di Lores e l’autorità di Dybala rendono il match divertente sino alla fine.

SEGANLI POSITIVI la squadra continua a rispondere nel migliore dei modi agli insegnamenti di Gattuso: il gruppo non molla mai, il pressing operato, a cominciare dagli attaccanti sui portatori di palla avversari, è quasi asfissiante e il non gettare via il pallone dimostra quanto il tecnico tiene a cominciare l’azione da dietro per far partecipare tutta a squadra alle due fasi. Certo il livello di concentrazione e il dispendio di energie che richiede questo modulo di gioco sono elevate, ma i rosanero, contro una squadra attrezzata per disputare la serie A, hanno dominato e non possono incriminarsi nulla, se non il fatto di non avere finalizzato le tante occasioni costruite

VERSO IL CAMPIONATO proprio questo potrebbe essere l’errore che potrebbe segnare la stagione in serie B: il Palermo c’è, è vivo e sulla carta è la compagine più forte della serie cadetta e addirittura più completa di qualcuna che la prossima stagione avrà l’onore di disputare la massima serie. Sotto porta si è sbagliato parecchio, il dispendio di energia di Dybala &Co. non è stato ripagato a suon di gol ecco perchè serve pedalare ancora tanto, bisogna alzare ancora di un’asticella la cattività in fase offensiva e una volta raggiunto il giusto equilibro, oltre che parlare di buona prestazione si potrà festeggiare per  punti e vittorie conquistate senza troppe difficoltà

ARBITRAGGIO come ogni editoriale sulle partite, dopo avere analizzato la prestazione dei giocatori, preme analizzare l’operato dell’ufficiale di gara Guida. Più che insufficiente a nostro avviso, non tanto per il rigore non dato a cui Palermo ed il Palermo sono abituati, ma tanto per il famigerato metro di giudizio che ogni tanto, sotto soggettiva decisione, va a farsi benedire. La partita è stata dura ma non cattiva, tuttavia le continue ripartenze dei rosanero hanno più volte costretto centrocampisti e difensori gialloblu a commettere fallo, troppo spesso però senza essere ne richiamati ne puniti. Nel finale, l’arbitro di Torre Annunziata, lascia correre in diverse occasioni senza rendersi conto che sta cambiando con le sue stesse mani lo stato d’animo di alcuni giocatori, innervosendo gratuitamente la partita.

Non ci resta, ancora una volta, che raccogliere ogni segnale positivo visto in campo ieri, farne tesoro e perfezionarlo. Senza dimenticare che questa squadra deve lavorare più sulla tenuta dei 90’ minuti che sull’approccio alle partite. Lo spirito è quello giusto, se questa squadra saprà crescere costantemente il campionato ci regalerà tante emozioni.


Marcello Provito 18/08/2013
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