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Il Borsino della Serie A

Chi sale e chi scende


Torna l'appuntamento con il Borsino della Serie A. Andiamo a vedere chi sale e chi scende dopo la nona giornata.

Chi sale

Lazio, non chiamatela più sorpresa. Quinto successo consecutivo per la formazione di Reja, sempre più leader del campionato. I biancocelesti espugnano Palermo con una prestazione di grande sagacia tattica e cinismo. Fare i tre punti e poco altro: questo sembra essere, al momento, il leit motiv in casa capitolina. Roma avvertita.

Tre punti a fari spenti per l'Inter. Gli uomini di Benitez continuano a offrire prestazioni al minimo sindacale, ciononostante contro il Genoa arriva una vittoria importante che significa sorpasso ai cugini rossoneri. Per agguantare il sesto tricolore di fila, tuttavia, serve ben altro.

Juventus in versione Vecchia Signora. I bianconeri, come ai bei tempi, sconfiggono il Milan a domicilio e lo avvicinano. Zona Champions raggiunta, sognare di arrivare più in alto non comporta alcun esborso economico. Menzione speciale spetta a capitan Del Piero, per cui gli anni sembrano non passare: un esempio di grande serietà e professionalità.

Udinese da urlo. La storia è oramai arcinota: ultima sino alla quarta di campionato e da quel momento inarrestabile. A un punto dall'Europa League e a due dal sogno Champions, Guidolin si gode il suo giocattolo, adesso esempio di perfezione e automatismi oleati. Un plauso al presidente Pozzo, bravo nel dare fiducia al suo tecnico.

Boccata d'ossigeno per il Cagliari. I rossoblù si aggiudicano il derby cromatico-dirigenziale con il Bologna e si tirano fuori dalle sabbie mobili. Nenè torna al gol nel momento più importante, Cossu si riprende gli applausi del "Sant'Elia" e Bisoli salva la panchina.

Chi scende

Milan ridimensionato. Nell'anticipo serale del sabato la compagine di Allegri offre una prova scialba, lasciando l'intera posta alla Juve. Un pessimo viatico in vista del ritorno a Milano di José Mourinho, pronto a dare una soddisfazione indiretta ai suoi ex tifosi.

Palermo senza mordente. I siciliani sembrano aver perso lo smalto di qualche settimana fa e la classifica comincia a essere deficitaria. Il secondo ko consecutivo (il terzo, se si considera anche la batosta interna contro il Cska) costringe i rosanero al decimo posto in graduatoria con undici punti, quattro in meno rispetto alla scorsa stagione dopo nove giornate. Non proprio il massimo della vita.

Brescia, e sono cinque. Parliamo di sconfitte consecutive, non proprio un traguardo di cui andare fieri. E pensare che i lombardi non giocano affatto un cattivo calcio, quello che manca è la cattiveria sotto porta.

Cesena e Bari, pecorelle smarrite. Alla seconda giornata si trovavano ai vertici della classifica dopo aver battuto rispettivamente Milan e Juve, adesso si ritrovano in fondo al gruppo e senza una precisa identità di gioco. Ficcadenti e Ventura, manco a dirlo, sono in bilico. I confronti contro Diavolo e Vecchia Signora, questa volta a parti invertite, potrebbe costare loro il posto. Serve un miracolo: San Giovanni Battista e San Nicola sono avvisati...


Gianluca Rubino 02/11/2010
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