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Ritmo. Classe. Potenza. La realtà della Juve di Antonio Conte si può meglio riassumere con queste qualità, tre come i punti con cui i bianconeri cercheranno, domenica pomeriggio contro il Catania nel catino dello “Juventus Stadium”, di rimpinguare ulteriormente il proprio bottino in campionato. Archiviato senza patemi l’ottavo di finale di Champions con il Celtic, fino ad inizio aprile Buffon e compagni potranno concentrarsi sul campionato, cercando di inanellare una striscia di successi che possa proiettarli a chiudere il discorso-scudetto.
Il pari di venerdì scorso con il Napoli ha certificato come i partenopei, pur rappresentando i principali antagonisti, abbiano ancora qualcosa in meno e, salvo colpi di scena improvvisi, difficilmente possano contendere fino all’ultimo il tricolore ai bianconeri. C’è chi ha già emanato la sentenza, ma cantare vittoria in anticipo non appartiene alla Juve di Conte, che ha mutuato buona parte della propria filosofia dall’epopea lippiana degli anni ’90.
Una squadra che trae la propria linfa non dagli assoli delle proprie individualità, ma dal loro immettersi in un ingranaggio maniacalmente costruito e duro a guastarsi. La tecnica e l’agonismo, il dinamismo e la potenza, la considerazione dei propri limiti e la consapevolezza dei propri mezzi sono solo alcune delle tante alchimie alla base di una forza d’urto difficile da contenere, la principale ragione per spiegare i record continuamente sfidati e superati dalla Vecchia Signora.
L’anno scorso un intero campionato condotto senza mai perdere, in quest’annata qualche ko in più, figlio anche del maggior dispendio mentale per il fronte della Champions, ma anche un +6 rispetto allo stesso punto dello scorso torneo. Insomma una Juve che dopo due annate orribili ha riacquisito soprattutto il secondo e il terzo dei tre aggettivi affibbiati ad essa oltre 10 anni fa, bonariamente o ironicamente a seconda dei punti di vista, dall’indimenticato presidente della Roma Franco Sensi: “buona, brava e forte”.
Brava e forte, certo, ma non imbattibile. Bisogna chiedere alla Sampdoria, capace di espugnare lo “Juventus Stadium” per di più in rimonta e con un uomo in meno. Va detto che il periodo compreso tra gennaio e febbraio, sia nella stagione in corso che in quella passata, ha rappresentato la fase più delicata per la Juve di Conte, soprattutto per il carico di lavoro svolto nel ritiro invernale, ma con una prova di intensità, sacrificio e cinismo i bianconeri possono avere il pane per i loro denti.
A livello tattico scontato l’utilizzo e il mantenimento del 3-5-2, metodo già usato stabilmente nella passata stagione e in quest’annata autentico dogma bianconero. Nel terzetto difensivo Chiellini dovrebbe partire titolare nonostante un fastidio alla caviglia, in mediana Pogba sostituirà lo squalificato Vidal mentre Asamoah è favorito su Peluso per ricoprire la posizione di tornante sinistro. Giovinco-Vucinic il tandem d’attacco.
PROBABILE FORMAZIONE
JUVENTUS (3-5-2): Buffon; Barzagli, Bonucci, Chiellini; Lichtsteiner, Pogba, Pirlo, Marchisio, Asamoah; Giovinco, Vucinic. A disp.: Storari, Rubinho, Peluso, Padoin, Marrone, Isla, Giaccherini, Quagliarella, Matri. All.: Conte
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