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Sampdoria 1-1 Milan
Un punto a “Marassi” è tanta roba. In pochi alla fine della stagione potranno dire di esser usciti indenni da Genova ed è per questo che il pareggio conquistato quest’oggi dal Milan deve essere visto sotto una luce positiva. Certo, dopo il vantaggio siglato da Robinho, la Samp ha fatto vedere molto poco in avanti (non che prima abbia causato grossi problemi ad Abbiati) ma la compattezza e la solidità della squadra blucerchiata non è indifferente.
Allegri per la trasferta ligure ha dovuto fare a meno di pedine importantissime. Out Pato, Inzaghi e Pirlo ormai lungodegenti, in casa rossonera si è aggiunto all’ultimo momento il forfait di Antonini con l’inserimento dal primo minuto dell’adattato Bonera sulla fascia sinistra. A centrocampo Gattuso, Ambrosini e Boateng mettono a disposizione della squadra più quantità che qualità, mentre in avanti il tridente Seedorf, Robinho e Ibrahomovic assicura fantasia a mai finire. Sull’altra panchina Mimmo Di Carlo, ai quali vanno i più vivi complimenti per aver messo su una squadra completa nonostante l’assenza di Cassano, ha rinunciato alle geometrie di Poli preferendogli un più tenace Tissone al fianco del rientrante Palombo. Sugli esterni Mannini e Guberti hanno fatto il loro, ma l’ex bresciano alla tirata dei conti poteva fare molto di più visto che all’opposto aveva uno spaesato Bonera. In avanti il buon Marilungo ha affiancato il “Pazzo”, autore del gol del pareggio sugli sviluppi di un calcio d’angolo.
Andando alla cronaca della partita non c’è molto da dire. I due portieri, rispettivamente Curci per i liguri ed Abbiati per i lombardi, non hanno dovuto fare gli straordinari. Il primo forse ha avuto vissuto qualche brivido in più ma nulla che vada oltre l’ordinaria amministrazione. Però sul finale del tempo, quando tutto lasciava presagire ad una chiusura di tempo in perfetta parità, arriva la giocata che ti cambia la partita: Ibra va via a due uomini sulla destra e serve a Robinho una palla che deve essere solamente spedita in fondo al sacco. Detto fatto e Milan in vantaggio.
Nella ripresa gli uomini di Di Carlo cercano di scuotersi ma senza le invenzioni di Cassano è difficile giungere dalle parti di Abbiati palla a terra. Ed è per questo che risulteranno essere i calci piazzati il punto di forza di questa squadra: su uno di questi, al 63’ per l’esattezza, Gastaldello svetta più in alto di tutti e serve a Pazzini una palla che chiede solo di esser spinta in rete. Il centravanti toscano non sbaglia e partita nuovamente in parità.
Il Milan accusa il colpo e complici le fatiche infrasettimanali di Champions cala sulla distanza. La Samp però sembra accontentarsi e oltre un colpo di testa di Pozzi ben respinto da Abbiati la gara non ha più emozioni da regalare.
Con questo pareggio il Milan sale a quota 30 in classifica interrompendo però la striscia di quattro vittorie consecutive (cinque con quella di Champions), mentre i doriani agganciano al sesto posto Inter e Palermo che domani pomeriggio se la vedranno rispettivamente contro Parma e Roma.
Juventus 1-1 Fiorentina
Poteva, anzi doveva essere, l’occasione per recuperare due punti al Milan capolista e invece la Juventus si perde sul più bello. Nel secondo anticipo del sabato la squadra di Delneri viene imbrigliata da quella di Mihajlovic (passata in vantaggio grazie all’autogol di Motta) e trova il pari solo ad una manciata di minuti dalla fine grazie ad una fortunosa punizione di Pepe. Bianconeri sotto tono che hanno fatto parecchi passi indietro sul piano del gioco rispetto a qualche settimana fa, ma il collettivo c’è e sa reagire.
Per l’occasione l’ex tecnico di Chievo e Porto lancia dal primo minuto Aquilani nonostante l’affaticamento muscolare che lo ha condizionato per tutta la settimana , affiancandolo al ritrovatissimo Felipe Melo. In avanti la sorpresa: dentro Del Piero fuori Iaquinta. Sulla panchina toscana invece Mihajlovic deve fare i conti con le numerosissime assenze soprattutto in difesa. Con Natali infortunato e Kroldrup squalificato, tocca al giovanissimo Camporese (classe ’92) cercar di limitare le sortite offensive bianconere.
La chiave del match, almeno secondo le previsioni della vigilia, doveva essere sulle fasce. Davanti c’erano il serbo Krasic e il peruviano Vargas. Due stelle, insomma. Il “match” lo ha vinto l’esterno della Fiorentina che non solo ha propiziato l’autogol di Motta, ma ha puntato lo stesso difensore bianconero in continuazione e messo dentro cross tagliatissimi che hanno fatto venire i brividi all’Olimpico. L’ex esterno del Cska, invece, non è mai riuscito ad andar via a Pasqual e allo stesso tempo non è mai andato in ausilio di Motta ogni qualvolta che la viola avanzava.
La Juve però, a svantaggio incassato, cerca di prendere in mano le redini del gioco ma mancano idee e fantasia. La grinta e la voglia c’è, è palese, ma da sole non bastano. Nell’intervallo Delneri striglia i suoi e all’uscita dal tunnel i risultati si vedono: sono almeno tre i miracoli di Boruc che evita ai suoi di capitolare. Capitolazione però che arriva inesorabile all’82’ a causa di un errore dello stesso estremo difensore viola: calcio di punizione tagliato di Pepe, un passo avanti di troppo, e traiettoria che scavalca il portiere polacco. Uno a uno e partita praticamente finita.
Per i bianconeri un pari dal sapore agrodolce: se è vero che la striscia di dodici risultati utili consecutivi continua, dall’altro il Milan rimane a -6. Per la Fiorentina invece un buon pari che le permette di muovere la classifica e guardare con un certo ottimismo alle prossime gare.