Milan capolista, bene la Roma

I due anticipi della settima giornata


Milan 3-1 Chievo

Tre gol, tre punti e testa solitaria della classifica. E’ questo il responso di Milan-Chievo, primo anticipo della settima giornata di campionato. Ma è stato tutt’altro che facile per la squadra di Allegri domare un Chievo che ha avuto il merito di crederci fino in fondo, riaprendo una gara apparentemente chiusa nella prima frazione, e rischiando di pervenire al pareggio in più di una circostanza. Sarà che provengono dalla stessa “scuola” made in Emilia Romagna, ma Pioli ed Allegri schierano i propri ragazzi con lo stesso modulo: 4-3-1-2. Ovvio, i giocatori veronesi peccato in qualità rispetto ai colleghi milanesi, ma rimediano al gap facendo di determinazione e grinta i propri cavalli di battaglia.

Parte forte il Milan che già dopo pochi minuti prende in mano le redini della gara e prova a scardinare la difesa clivense affidandosi alle magie di un Ronaldinho in stato di grazia. Il tridente “fantasia” composto da Ibra, Pato e Dinho funziona alla grande, tanto che bastano solo 18’ per vedere il primo gol: cross in area di rigore dello svedese e il giovane brasiliano, al rientro da titolare, la butta dentro con una volee d’alta scuola. Ci si aspetta la reazione del Chievo ma è sempre il Milan a tenere il pallino del gioco: ci provano Ibra e Pirlo nel giro di qualche minuto ma non centrano la porta. Il Chievo commette l’errore di chiudersi nella propria metà campo concedendo a Pirlo e Seedorf la possibilità di giocare il pallone indisturbati fino ai 40 metri e al 28’ arriva il raddoppio rossonero ancora con Pato: assist (nuovamente) di Ibrahimovic e secondo destro che supera l’incolpevole Sorrentino.

Incassato il doppio svantaggio gli uomini di Pioli si scuotono e cominciano a macinare gioco con manovre avvolgenti. Il gol non arriva ma i segnali di risveglio si. Nella ripresa il tecnico clivense mischia le carte e getta nella mischia Fernandes e Thereau. Il Milan forse appagato dal doppio vantaggio concede metri e arrivano i primi pericoli per Amelia. Su un corner Ibra infila l’ex portiere di Genoa e Palermo, dopo una spizzata di testa del solito Pellissier, e la partita si riapre. Il Chievo guadagna fiducia e sicurezza e nel finale prova il tutto per tutto, ma come nelle più brutte delle fotocopie,  arriva il gol in contropiede che gela la Verona clivense: contropiede magistrale del Milan e Robinho sigla la prima gioia personale con la maglia rossonera.

Per Pioli tanto rammarico ma non tutto è da buttare. Per Allegri invece tanti sorrisi e la possibilità di guardare tutti dall’alto, almeno per una notte.

 

Roma 2-1 Genoa

Torna a sorridere la Roma giallorossa che piega di misura un discreto Genoa e riscatta, seppur parzialmente, la brutta sconfitta rimediata a Napoli. Ranieri, costretto a fare a meno di De Rossi, Vucinic e Adriano, affida tutto il carico offensivo della sua squadra a Totti e Borriello supportati a centrocampo da Perrotta, Pizarro, Brighi e Taddei. Nonostante le annunciate difficoltà che nasconde la trasferta, Gasperini non rinuncia al tanto amato 3-4-3,e lancia Chico in difesa e la coppia Palacio-Mesto al fianco di Toni.

Mischi questi fattori e ne vien fuori una grande partita, con continui ribaltamenti di fronte e pericoli da ambo i lati. In verità alla fine dei  90’ la Roma si è mostrata superiore in tutte le parti del campo: in difesa nessuna sbavatura degna di nota (a differenza di quella ligure che regala il vantaggio a Borriello), a centrocampo Pizarro giostra magistralmente palloni a quantità industriali mentre Brighi e Perrotta fanno il cosiddetto lavoro sporco, e in avanti Totti formato Nazionale e Borriello fanno quel che vogliono. Proprio l’ex di turno, Marco Borriello è il vero mattatore della serata: un gol, un assist e due legni. Una prestazione maiuscola quella del 28enne attaccante napoletano, che a differenza del collega Toni non perdona la difesa avversaria:  al 34’, infatti, in spaccata anticipa il colpevole Chico e batte Edoardo. La reazione ligure tarda ad arrivare e la Roma schiaccia letteralmente il Genoa nella propria trequarti: ci provano in rapida sequenza Totti, Borriello, Pizarro e Perrotta ma causa imprecisione, causa sfortuna, la palla non entra. Nella ripresa ci si aspetta un altro Genoa e invece è ancora la Roma a rendersi pericolosa e a trovare la via del gol dopo soli 7’:  azione corale iniziata da Pizarro, rifinita da Borriello e conclusa da Brighi. Due a zero e partita virtualmente chiusa.

Gasperini capisce che non è serata e lancia nella mischia Rudolf e Sculli. I cambi non sortiscono l’effetto sperato ma l’attaccante ungherese trova il guizzo “vincente” a dieci minuti dal termine che riapre, in qualche modo, la partita. In qualche modo perché la partita finisce qui, con la squadra rossoblu incapace di impensierire Lobont nonostante gli sforzi profusi nel finale.

Per Ranieri finalmente una boccata d’aria con tre punti valgono oro e rilanciano le ambizioni capitoline. Per Gasperini invece c’è tanto da lavorare, soprattutto lontano dal “Ferraris”.


Antonino Marino 16/10/2010
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