



Ecc. A: primo k.o. per l'Akragas, 6 su 6 per il Marsala, all'Alcamo il big match
Eccellenza B: pari nel big match Due Torri-Orlandina, ne approffitta il Città di Vittoria
Una Tiger decisa e cinica strapazza l’Atletico Gela 3-0
Palermo, ora et labora
Dopo la roboante vittoria in casa contro il Chievo e l’ottimo pareggio strappato a Marassi contro il Genoa è tornato un po’ di sereno in casa Palermo. La classifica, senza ombra di dubbio, piange ancora ma gli ultimi due risultati utili consecutivi lasciano ben sperare per il futuro.
Finalmente anche lontano dal ‘Barbera’ si è visto un Palermo capace di imporre il proprio gioco e le proprie idee. Una squadra con carattere, grinta, determinazione e immenso spirito di abnegazione che ha sfiorato in più di un’occasione il gol del secondo vantaggio e che finalmente ritrova un estremo difensore con gli attributi. Già proprio l’uomo tanto criticato, quel Samir Ujkani, è stato il valore aggiunto di una compagine compatta, unita e che remava nella stessa direzione.
Nessuna insufficienza, se non per Hernandez entrato nella ripresa al posto di Miccoli, ed ancora lontano dalla forma migliore. Degno di nota, oltre al già citato Ujkani, anche Luigi Giorgi, al secondo gol in altrettante partite, ma che al di là della realizzazione è stato una continua spina nel fianco per la difesa ligure. Mai una sosta: corsa, sangue e sudore per 75’ gli son valsi gli applausi di una tifoseria fino a dieci giorni fa scettica sul suo valore.
Anche Garcia, altro atleta finito nel mirino della critica, ha giocato una signora gara. Quell’assolo nel finale è la prova tangibile che le potenzialità fisiche ci sono: i limiti, quelli di concentrazione, potranno essere superati. È solo una questione di tempo. Ma ci vogliono umiltà e voglia di migliorarsi.
Probabilmente, però, i più grandi meriti vanno attribuiti a Gian Piero Gasperini. Sbarcato in Sicilia solamente da poche settimane è riuscito a plasmare la squadra a sua immagine e somiglianza. E paradossalmente, contro ogni più rosea previsione visto il suo credo tattico, è riuscito a riportare grande ordine anche in difesa. L’intuizione di Donati centrale difensivo è da far rabbrividire: chi lo avrebbe mai detto che l’ex barese si sarebbe disimpegnato così bene in un ruolo non suo?
Detto questo non ci può sedere sugli allori. Tra due settimane a Palermo arriva il Torino, capace di grandissime prestazioni fuori casa e l’1-5 rifilato all’Atalanta ne è la pura effigie. La vittoria, per i rosanero, è d’obbligo: un eventuale successo significherebbe dare uno scossone alla classifica e, con ogni probabilità, agguantare la parte sinistra della stessa. Non si può sbagliare.
Palermo, arrivano Sorrentino, Boselli e Formica, serve altro in rosa?