



Palermo: ‘Ecco chi è…’ Mauro Boselli
Città di Vittoria: comunicato sui fatti di ieri del 'Comunale'
Ecc. A: primo k.o. per l'Akragas, 6 su 6 per il Marsala, all'Alcamo il big match
Eccellenza B: pari nel big match Due Torri-Orlandina, ne approffitta il Città di Vittoria
Udinese 2-1 Fiorentina
Prima l’errore, poi l’istinto, dopo la fantasia ed infine la vittoria. L’Udinese batte la Fiorentina in rimonta e aggancia in sesta posizione Roma, Inter e Sampdoria. Partita “double face” quella dei bianconeri che, prima regalano quarantacinque minuti di noia totale (spezzata dal regalo di Handanovic a Santana) e poi, nella ripresa, mettono letteralmente sotto gli uomini di Mihajlovic fino a portare a casa tre punti fondamentali per il prosieguo della stagione.
Sarà il periodo, sarà il Natale che si avvicina inesorabile ma il primo regalo, seppur con leggero anticipo, la Fiorentina lo riceve dal portiere sloveno dell’Udinese. E’ il 31’ quando Santana riceve palla da Ljajic e dai trenta metri lascia partire un sinistro apparentemente innocuo. Apparentemente appunto. L’estremo difensore friulano si addormenta e con una gaffe degna del primo premio di “Paperissima” regala il vantaggio agli ospiti. E pensare che la partita per Di Natale&Co era iniziata abbastanza bene: al 7’ il difensore Benatia, da posizione favorevolissima, aveva colpito in pieno la base del palo di testa. Poi era salito in cattedra il cileno Sanchez. Il fantasista di Guidolin, nella prima frazione, è stato una continua spina nel fianco per le maglie viola. Dribbling, verticalizzazioni, assist e conclusioni a ripetizione e Gamberini-Kroldrup allo sbando.
Sembrava la classica partita stregata, dove subisci un tiro e vieni punito. Serviva l’episodio che ti cambiava l’inerzia della gara è questo è arrivato al minuto numero sessantatre: il colombiano Armero, tra l’altro in dubbio fino all’ultimo, lascia partire un bolide dai 40 metri che batte il forse non colpevole Avramov. Uno a uno e situazione psicologia rovesciata. Adesso l’Udinese ci crede e la Fiorentina, come spesso in questo stagione, accusa il colpo rintanandosi nella propria metà campo. Sale allora in cattedra il solito, eterno, Di Natale: prima ci prova di tacco, ma Kroldrup salva sulla linea. Poi dalla distanza, ma la sfera lambisce il palo alla destra di Avramov. E infine all’82’, sfruttando un fantastico assist di tacco del neo entrato Denis, batte lo stesso portiere serbo con un preciso piattone destro. Due a uno e rimonta completata.
Per Mihajlovic adesso si prospettano tempi duri. I 19 punti in classifica sono un buon bottino rispetto alla zona retrocessione, ma pessimo rispetto alle ambizioni della società viola alla vigilia del campionato.
Genoa 0-1 Napoli
Se avesse un po’ più di continuità sarebbe uno dei centrocampisti più forti del campionato, forse del mondo. Purtroppo questa viene meno ed allora ti ritrovi in squadra un giocatore a corrente alternata capace di regalarti tre punti (vedi oggi) o comprometterti una gara (vedi Udine). Questo è Hamsik, nel bene e nel male, croce e delizia di questo Napoli sempre più forte, vincente e convincente. Mazzarri perora si gongola il suo gioiello, alla quarta realizzazione in altrettante gare, ma ancor di più le grandi prestazioni di questo suo Napoli. Secondo uno a zero consecutivo e Lazio, per il momento, agganciata al secondo posto.
Ma se è pur vero che se il Napoli quest’oggi ha vinto lo deve, in parte, al primo tempo regalatogli dal Genoa. Una prima frazione di gara abulica quella dei liguri che non impensieriscono De Sanctis in alcuna circostanza e hanno il demerito di svegliarsi troppo tardi. E in un primo tempo dove regnano agonismo e grinta, con continui scontri a centrocampo, arriva il guizzo dello slovacco che ti cambia la partita: calcio di punizione da posizione defilata di Gargano. La difesa si dimentica del numero 17 azzurro che non deve fare altro che superare Edoardo.
Nella ripresa Ballardini prova a cambiare la carte inserendo Rudolf e Mesto al posto di Veloso e Palladino. I risultati si vedono perché il “grifone” comincia a macinare gioco e creare pericoli dalle parti di De Sanctis. La più clamorosa capita sui piedi di Toni che, da posizione favorevole, non sfrutta a dovere un assist di Rudolf calciando a lato. Lo stesso attaccante ungherese qualche minuto dopo ha la possibilità di calciare dopo uno scambio con lo stesso Toni ma il suo piattone destro termina qualche centimetro fuori dal palo. Il Napoli non c’è più e l’espulsione di Pazienza (doppia ammonizione) pesa come un macigno nei minuti finale. Proprio in pieno recupero Rossi ha la possibilità di pareggiare ma il suo pallonetto, a tu per tu con De Sanctis, termina alto.
Canta Napoli insomma. L’obiettivo Champions non è più utopia. La squadra c’è, la continuità e il bel gioco anche. Per Ballardini invece una brusca frenata, sicuramente fine a se stessa. Anche perché tra sette giorni c’è il derby e li non puoi permetterti passi falsi.
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