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Il Borsino della Serie A

Chi sale e chi scende


Torna l'appuntamento con il Borsino della Serie A. Andiamo a vedere chi sale e chi scende al termine della 16^ giornata.

Chi sale

Il Milan e il trio delle meraviglie. Boateng-Robinho-Ibra probabilmente non riuscirà mai ad avere la fama del leggendario Gren-Nordahl-Liedholm, ma porta punti che vogliono dire fuga scudetto. I rossoneri sembrano aver acquisito una costanza che rischia di ammazzare il campionato. Come dire: da una sponda all'altra del Naviglio, resta Milano la padrona assoluta della serie A.

Juventus, esplode la Krasic-mania. Il biondo esterno serbo regala a Delneri un successo all'ultimo istante che significa secondo posto in compagnia di Lazio e Napoli. I bianconeri, dopo sedici giornate, sembrano essere gli unici in grado di insidiare l'indiscusso primato del Milan. La prematura uscita dall'Europa League potrebbe essere determinante nella corsa scudetto.

Napoli senza inibizioni. Dopo aver domato il Palermo nell'appuntamento del Monday Night, gli azzurri si permettono il lusso di andare a battere il Genoa a domicilio. Ottime le prove di Gargano e Hamsik, con quest'ultimo autore del gol partita. De Laurentiis gongola: il vero protagonista del cinepanettone 2010 “rischia” di essere Mazzarri.

Il Palermo riparte. Gli uomini di Rossi, dopo il traumatico ko di Napoli, battono un coriaceo Parma e mantengono il quinto posto in graduatoria. Pinilla dimostra ancora una volta di essere indispensabile per gli equilibri della manovra d'attacco rosanero, mentre continua il periodo no di Pastore, il cui genio sembra essersi smarrito al termine del derby contro il Catania.

Cagliari strepitoso. I rossoblù si aggiudicano la sfida tutta isolana con il Catania e si portano all'undicesimo posto. Prima tripletta italiana per Nenè, impiegato con maggiore regolarità da Donadoni rispetto al suo predecessore Bisoli.

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Chi scende

Week-end da dimenticare in fretta per le genovesi. Sampdoria e Genoa incappano entrambe in una sconfitta di misura che mette in luce un problema comune per le formazioni di Di Carlo e Ballardini: la sterilità del reparto avanzato. In casa blucerchiata l'assenza di Cassano continua a essere determinante, come d'altronde era preventivabile. Il Grifone, invece, risente della scarsa vena realizzativa dei vari Toni, Palladino, Veloso, Kharja, tutta gente su cui Preziosi aveva scommesso ciecamente durante la fase di preparazione estiva.

Sarà un Natale amaro in casa Fiorentina. I viola escono battuti dall'ultimo confronto dell'anno (la sfida contro l'Inter si giocherà a gennaio) e ripiombano in zona retrocessione. Il problema continua ad essere l'atteggiamento mentale della squadra, che soprattutto in trasferta non riesce a proteggere il vantaggio conquistato nei primi minuti di gioco. Era già successo due settimane fa contro la Juventus, a Udine è arrivata la poco gradita conferma. Mihajlovic rischia di mangiare il panettone lontano da Firenze.

Catania in crisi. Un solo punto nelle ultime tre uscite per i rossazzurri, nuovamente coinvolti nella lotta per non retrocedere. A preoccupare i tifosi etnei è la difficoltà nel fare gol palesata dagli avanti di Giampaolo, come testimoniano le sole tredici reti realizzate sin qui. Urge cambiare rotta, per non rischiare di rendere complicato un campionato sino a questo momento privo di patemi.

Bari sempre più cenerentola del torneo. Due punti in undici partite, peggior attacco e seconda peggior difesa: tutti numeri da squadra seriamente candidata a tornare tra i cadetti, ma nel calcio guai ad avere certezze prima che queste vengano sancite dalla matematica. La qualità non certo eccelsa delle rose delle altre concorrenti, d'altronde, consente alla formazione di Ventura di sperare ancora.


Gianluca Rubino 13/12/2010
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