Catania, Lo Monaco “chiude” il mercato

A meno di clamorose sorprese non dovrebbe essere ufficializzato nessun acquisto


In tanti speravano che, in occasione del mercato di riparazione, il Catania potesse acquistare degli elementi utili a rinforzare quei reparti dove mancano valide alternative. Soprattutto i tifosi che chiedevano un piccolo sforzo da parte della società, vista la situazione preoccupate anche al momento vive il Catania.

Con l’arrivo di Simeone però il piano della società è cambiato, con la speranza che il tecnico argentino posso far rinascere giocatori abbandonati dell’ ex tecnico Giampaolo, così da non intervenire in questo mercato invernale. Pulvirenti e Lo Monaco, nonostante i tanti nomi che circolano, escludono categoricamente l’arrivo di nuovi giocatori pronti a vestire la maglia rossazzurra, e le parole dell’ amministratore delegato, rilasciate in questi giorni ai microfoni di Itasportpress, non lasciano spazio ad interpretazioni diverse: «Non ci sarà nessuno acquisto da parte del Catania, dobbiamo concentrarci sui bilanci e non possiamo spendere cifre folli, il mercato in entrata è chiuso».

Guardando la rosa però la preoccupazione rimane, e il rischio, chiamato retrocessione, è alto. Terlizzi, ex difensore rosanero, è stato messo fuori rosa e non è girata voce di nomi papabili che possano sostituirlo. Da non dimenticare Antenucci, ceduto in prestito al Torino dopo che la società aveva puntato molto su di lui quest’estate.

Il rimpianto più grande però rimane quello di avere ceduto Barrientos. Il trequartista argentino, che rappresenta l’acquisto più costoso nella storia della società etnea (quattro milioni di euro), poteva essere utile alla causa rossazzurra, ma con Giampaolo in panchina, che non lo ha mai utilizzato in campionato, il giocatore stava “marcendo”, così come confermato sempre dalla parole di Lo Monaco:« La cessione di Barrientos? L'esonero di Marco Giampaolo è stato un fulmine a ciel sereno anche per la società. La decisione è stata presa in pochi minuti ma se avessimo temporeggiato Barrientos giocherebbe ancora con noi, questo è certo. Simeone avrebbe potuto rigenerarlo ma non potendo predire il futuro, abbiamo preferito venderlo perché l'ex allenatore non lo utilizzava mai ed equivaleva ad “ucciderlo” calcisticamente».

Queste dichiarazioni, condite da ripensamenti e continui cambianti di idee, lasciano presagire ad un momento di confusione organizzativa del Catania Calcio. Tutto ciò, per chi con fede segue questa squadra, appare come una minaccia per il futuro di una compagine che, dopo anni di gavetta, ha meritato palcoscenici prestigiosi come quello della Serie A.

 


Marcello Provito 25/01/2011
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