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È passato un mese dalla fine del rapporto tra il Palermo e Pietro Lo Monaco. Si è trattata di una stagione quanto mai tribolata per l’ex amministratore delegato rosanero che, dopo l’addio al Catania non è più riuscito a raccogliere gli stessi risultati ottenuti all’ombra dell’Etna.
Dal 2004 al 2012, infatti, il dirigente campano ha guidato la società del presidente Pulvirenti alla promozione in massima divisione e a sei salvezze consecutive. Senza dimenticare i numerosi colpi di mercato, che hanno portato il Catania al raggiungimento di cospicue plusvalenze e alla costruzione dell’avveniristico centro sportivo di Torre del Grifo, un impianto che fa invidia ai club di mezza Europa.
Dopo il divorzio, la buona sorte del Catania è continuata, mentre si è interrotta quella dell’ex direttore rossazzurro che a giugno 2012 ha firmato per il Genoa del vulcanico presidente Preziosi. L’idillio è durato appena cinquanta giorni, visto che a fine luglio Lo Monaco si era già dimesso per divergenze con il re dei giocattoli.
Intanto, nello stesso periodo la sua famiglia si era assicurata le quote del Messina, nobile decaduta in serie D, con l’obiettivo di riportare in pochi anni la città dello Stretto in Serie A. Tuttavia, vedere un dirigente del suo calibro esercitare la carica di patron di una squadra non professionistica rappresentava un vero e proprio sacrilegio. Così, lasciate le redini della baracca al figlio Vincenzo, si è accasato al Palermo di Zamparini, già a fine settembre in piena crisi tecnica.
In meno di cinque mesi, Lo Monaco si è preso la rivincita nei confronti del Catania, superato nel derby del Barbera, ma ha visto scivolare i rosanero in piena zona retrocessione. A gennaio, finalmente, con l’apertura del mercato ha potuto dire la sua, effettuando dieci acquisti e tredici cessioni. La scossa, però, non ha sortito alcun effetto visto che la squadra, snaturata, ha proseguito sulla falsa riga del girone d’andata e a inizio febbraio è arrivato il benservito per allenatore e amministratore delegato.
Lo Monaco, così, ha interrotto per la terza volta in meno di un anno un rapporto lavorativo e, adesso, non gli rimane altra scelta che dedicarsi al suo Messina, a un passo dal ritorno tra i professionisti. Si accontenterà? C’è chi parla del suo approdo a Milano sponda Inter, accompagnato da Mihajlovic, pronto a sedersi sulla panchina della Beneamata nella prossima stagione. Ipotesi plausibile, visto che l'ad di Torre Annunziata, nonostante i passi falsi di questa stagione, rimane un dirigente di massimo livello.