Catania, Lo Monaco: «Abbiamo perso per la sudditanza psicologica»

Dalla sala stampa


Pietro Lo Monaco, a.d. del Catania, è intervenuto oggi in conferenza stampa per commentare i torti subiti nella partita con la Roma.

CORNUTI E MAZZIATI «Il Catania non ha mai contestato gli arbitri, anzi sono stati sempre supportati da parte nostra. Non l’abbiamo mai fatto perché l’arbitro può sbagliare, ci sta. Ci ha indisposto il fatto che lo stesso guardalinee che aveva decretato il gol di Silvestre al Catania sia stato ingiuriato pesantemente, quindi la sudditanza psicologica ha condizionato pesantemente il guardalinee. Chi di dovere dovrebbe risolvere questo problema. Ci vanno sempre di mezzo le piccole società. Qualcuno può sentirsi toccato da queste dichiarazioni ma rivendichiamo i nostri diritti. Dalle nostre parti si dice 'cornuti e mazziati».

GIUDICE SPORTIVO «Ho letto i provvedimenti adottati dal giudice sportivo nei nostri confronti e mi hanno sorpreso. Io ho solo suggerito al quarto uomo di andare negli spogliatoi a fine partita perché era tutto sotto controllo. Non voglio fare polemica con la Roma, in quanto abbiamo un ottimo rapporto con i dirigenti giallorossi, ma ci sono stati grandissimi giocatori che hanno proferito parole gravissime nei confronti del direttore di gara. Risultato? Quattro nostri elementi della squadra ammoniti, un solo giallo inflitto ai romanisti. Come fanno le piccole società a non pensare che la sudditanza psicologica possa incidere? Ieri la partita è stata falsata e buona parte dei media ha minimizzato addirittura gli episodi».

VITTORIA SFUGGITA «Gli arbitri devono dirigere serenamente, pur con i loro errori. Il campo aveva detto che avrebbe meritato di vincere il Catania, ci sentiamo defraudati. Non si possono usare due pesi e due misure e l’arbitro non può farsi condizionare. Troppe volte grandi giocatori si permettono d’insultare gli arbitri, non penso sia corretto. La nostra società si è sempre comportata bene e va additata ad esempio. Essere mutilati in questa maniera ci fa passare la voglia di continuare. Il calcio ha detto ben altro ieri, e cioè che il Catania avrebbe dovuto vincere».

SUDDITANZA PSICOLOGICA «Un giocatore che mi dice "figlio di puttana" tre volte non può rimanere in campo. Il guardalinee a fine partita era bianco in volto ed è corso immediatamente negli spogliatoi. Al condizionamento non ci stiamo. E’ ora di finirla. La salvezza per noi è fonte di vita. Se il campo dovesse decretare la retrocessione ci stiamo, altrimenti no. Ed è il caso delle piccole società in generale. Domenica contro l'Inter mi aspetto serenità di giudizio da parte dell’arbitro. Può sbagliare, ci sta. Noi per i singoli errori non ci siamo mai lamentati. Ieri abbiamo perso la partita soltanto e unicamente per la sudditanza psicologica nei confronti della Roma. I giocatori delle grandi spesso hanno l’immunità, non voglio fare nomi».

MALAFEDE «Non voglio pensare che quanto accaduto sia stato fatto in malafede. Serve una presa di coscienza da parte di tutti. E’ vero, c’è rammarico anche per le grosse occasioni sciupate, almeno cinque. Significa che abbiamo una squadra forte, di cui essere fieri. I punti sul campo, però, non ce li possiamo vedere tolti. Ci sono giocatori che arbitrano la partita, lo sanno tutti. Calciatori che possono dire ciò che vogliono. E questo non va bene. Il nostro è un sistema particolare, fatto in un certo modo, crea prodotti avariati».

CATANIA-INTER «I nostri giocatori devono pensare che ieri abbiamo affrontato forse la formazione più forte in Italia sul piano del gioco e per lunghi tratti ci siamo stati solo noi in campo. Domenica affronteremo una corazzata ma sappiamo di poterla mettere in difficoltà. Servirà la classica partita perfetta. Fare punti per noi è assolutamente vitale.  L’Inter è più forte del Catania ma le partite vanno giocate, proveremo a centrare il bersaglio più grosso. Il presidente Moratti ha detto che meritavamo di vincere all'Olimpico? E' stato sotto gli occhi di tutti. Lo ringrazio».


Dario Li Vigni 07/01/2011
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