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Pietro Lo Monaco si è dimesso dalla carica di amministratore delegato del Catania. Il dirigente etneo non ha digerito le parole del presidente Pulvirenti all’indomani della querelle Salernitana. Ecco le dichiarazioni rilasciate dal dirigente in conferenza stampa a Torre del Grifo:
PULVIRENTI SAPEVA - «Era obbligatorio convocare questa conferenza stampa per chiarire una situazione che in maniera leggera è stata data in pasto a voi giornalisti. Il presidente Pulvirenti ha dato un'interpretazione sbagliata e una vicenda che lui conosceva. La questione è nata perché il sottoscritto, senza coinvolgere il Catania, ha partecipato alla possibilità di rilevare una squadra che appartiene al campionato di serie D: la Salernitana. Apprendere dai giornali la reazione del presidente mi ha lasciato molto perplesso perché lui sapeva tutto fin dal primo momento. Non dico che si trovasse d’accordo, ma ne era a conoscenza. Non so che senso abbia avuto un'affermazione del genere in questo momento delicato, di preparazione alla stagione»
IO TRA I DILETTANTI? RIDICOLO - «Il presidente ha detto che io volevo crearmi un'alternativa. Non ne avrei avuto bisogno, in questi anni ho avuto tante offerte da club prestigiosi, ma ho preferito rimanere a Catania. Sarebbe ridicolo rifiutare piazze di serie A per, poi, andare a lavorare tra i dilettanti»
A CATANIA DECIDEVO IO – «Tutti i valori del Catania li ho istillati io. In questi sette anni ho svolto la funzione di presidente, Pulvirenti quella di patron. Evidentemente non gli andava più bene e da domani sarà lui a svolgere questo ruolo, visto che ho deciso di dimettermi»
COME UN FULMINE A CIEL SERENO – «Le sue dichiarazioni mi hanno colpito come un fulmine a ciel sereno, visto che la sera prima ci eravamo lasciati ridendo e scherzando. Ha dimenticato i dieci anni vissuti lavorando in comune. Continuo a volerlo bene, però ci sono rimasto male: le sue dichiarazioni sono state offensive sia nei confronti dell'uomo, sia del professionista. Con Pulvirenti, preciso che non ci siamo visti né sentiti dall’inizio di questo tormentone»
SALERNITANA, OCCASIONE UTILE – «L’acquisto della Salernitana avrebbe riguardato solo me, non il Catania. Ma anche la società rossazzurra ci avrebbe inevitabilmente guadagnato. Le partnership tecniche servono a far crescere, l'abbiamo fatto con il Milazzo, lo stavamo per fare con una squadra straniera (il Cordoba, ndr). Come professionista non posso più andare avanti in questa situazione. Io non lascerò il Catania dall'oggi al domani, continuerò a lavorare con la stessa voglia e determinazione. Darò modo alla proprietà di trovare i giusti rattoppi, dopodiché mi prenderò un po' di riposo»
HO COSTRUITO MIRABILIE – «A chi mi succederà lascio una realtà che in sette anni ha costruito mirabilie. Ora c'è un ambiente forte, determinato e fatto di passione. C’è una grande società, dei bravi giocatori, dei giovani dalle prospettive importanti e un centro sportivo all’avanguardia. Quando sono arrivato io c’erano solo debiti. Catania può vivere senza di me: le casse societarie sono in perfette condizioni e il club non fallirebbe nemmeno se un mio scellerato successore dovesse commettere gravi errori»