



Catania: a Verona in campo con grinta e cuore
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Pietro Lo Monaco, ad del Catania, intervenuto nel corso della cerimonia di presentazione dei nuovi calendari di Eccellenza, dopo aver ringraziato il presidente della lega, Sandro Morgana, ha iniziato il suo discorso:
Sciopero: «Siamo arrivati allo sciopero e vi dico la verità, né le società né i giocatori conoscono il motivo per cui hanno scioperato».
Crescita rossazzurra: «A Catania stiamo cercando di portare avanti un progetto importante che è partito sei anni fa. Quando siamo arrivati non avevamo nemmeno un giocatore che fosse di proprietà della società rossazzurra».
Frecciata: «Sprechiamo tantissimi soldi per esonerare allenatori prima ancora che inizi il campionato o riempire le tasche dei calciatori già miliardari».
Mercato: «Quello che facciamo nella prima squadra, con operazioni al risparmio, viene fatto anche nella Primavera. Noi sviluppiamo giovani giocatori siciliani e la realtà del Milazzo lo dimostra. Sciacca è un nostro prodotto e questo dimostra che ci muoviamo a 360°».
Torre del Grifo: «Per questa struttura abbiamo investito 60 milioni, pensate che adesso ne vale 200. Vi invito a visitarlo per rendervi conto che in Sicilia è possibile costruire dei progetti importanti».
Al termine della manifestazione, la redazione di Golsicilia.it ha intervistato in esclusiva il dirigente etneo.
Cosa si aspetta dalla prossima stagione del Catania?
«Mi auguro che la nostra squadra raggiunga lo scudetto annuale, quello della permanenza. Ottenere il sesto scudetto consecutivo e valorizzare qualche giovane importante che abbiamo rappresenta il nostro obiettivo stagionale».
I tifosi attendevano un rinforzo in difesa, come vorrebbe replicare?
«Io mi aspettavo quindicimila abbonati. I tifosi non sono nella posizione di chiedere nulla e devono solo stare zitti. Non bisogna fare discorsi di questo tipo perché, in periodo come questo, il Catania in serie A con questo numero di abbonati non esiste nè ora e nè mai. Con soli settemilanovecento tifosi una squadra di massima serie non può considerarsi tale. I discorsi che riguardano il difensore o il centrocampista di turno lasciamoli stare».
Di Vincenzo Martines e Salvatore Peri