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Quest’oggi a Torre del Grifo il direttore Pietro Lo Monaco, in conferenza stampa, ha annunciato ufficialmente la rottura con la società etnea che avverrà il 30 giugno 2012. Dopo le continue punzecchiature mediatiche del Presidente Pulvirenti, ultima delle quali avvenuto sabato nel post-partita con l'Atalanta, il direttore ha voluto mettere le carte in chiaro e uscire allo scoperto stanco soprattutto delle gogne mediatiche di questo ultimo periodo. Leggiamo adesso le fasi più importanti di quella che potrebbe essere l’ultima conferenza di Pietro Lo Monaco in veste di amministratore delegato del Calcio Catania, dopo ben 7 anni e mezzo di unione coi colori rossazzurri.
CATANIA «Il Catania sta facendo un campionato importante e sta acquisendo tanta maturità, forte anche di un gruppo di grande spessore. Il Catania punta all’Europa già da tempo e gioca ogni giornata con questo obiettivo che non viene mai meno. Al momento ha cinque finali che affronterà un passo alla volta ma visto anche la situazione in classifica siamo ottimisti. Abbiamo sempre pensato al lavoro e continueremo a farlo».
SEGEA «A questo punto mi ricorre l'obbligo di chiarire, dato che non ho mai parlato di quest'argomento. Alla luce dello show visto questi mesi vorrei puntualizzare che mi sono dimesso dalla SEGEA perché non ritenevo più che ci fossero le condizioni per cui è nata questa società. Ho anche rimesso le mie quote di appartenenza. Adesso il tutto è nelle mani del Presidente per la gestione al meglio del centro sportivo “Torre del Grifo”».
DIMISSIONI «Poi, volevo comunicarvi che mi sono dimesso virtualmente da amministratore del Calcio Catania, 3 mesi fa. Il motivo non lo dirò mai. Fino al 30 giugno, comunque, continuerò a fare il mio lavoro, come e più di prima. Il Catania non si può permettere che io vada via così».
PRESIDENTE «Assisto continuamente a show del presidente. Iniziò col dire inizialmente che in caso di mie dimissioni pensava a tutto lui, che ne trovava subito uno migliore, che non vi erano problemi di alcun genere. Le dichiarazioni nel post partita contro l'Atalanta sono state la ciliegina sulla torta. Quella di sabato è stata una vittoria demenziale e lui non può parlare di vittoria più bella di un’intera gestione, dopo che in questi 7 anni abbiamo vissuto momenti grandiosi. Lui faceva un chiaro riferimento alla mia situazione, anche se a me ha parlato di una beffa nei confronti di Colantuono. Al momento sto vedendo solo un gioco al massacro e a questo non ci sto più. Appena tre giorni prima della partita ci stringemmo la mano e lui mi promise che non avrebbe più menzionato la faccenda».
STORIA «Presi il Catania pieno di debiti e adesso a un patrimonio che si aggira intorno ai 350milioni di euro con un centro sportivo di 60 milioni che ne è il fiore all'occhiello, costruito per mia espressa volontà anche andando contro alle titubanze del Presidente».
SUCCESSIONE «Chiedo solo rispetto per quello che abbiamo creato. Sono consapevole che il Catania non potrà mai fallire, solo uno stolto potrebbe far si che questo potesse accadere. Lascio tutto nelle mani del Presidente che reputo un fenomeno, infatti, ha costruito un impero senza fare nulla. Sono convinto che farà le cose giuste perché è molto furbo».
OFFERTE «Ho rifiutato in passato situazioni e offerte di lavoro importanti per essere coerente coi nostri progetti. Adesso le cose sono cambiate perché le hanno fatte cambiare e a me dispiace tanto ma non torno più sui miei passi. Il prossimo anno? Non so ancora dove andrò e al momento non mi importa perché devo fare il bene del Catania prima e poi si vedrà».
STADIO «Per quanto riguardo lo stadio, io lo ritengo un inganno verso tutti. Non ci si può affidare al politico di turno. Ritengo una cosa al momento controproducente e irrealizzabile materialmente. Magari tra qualche anno, restando in A, la cosa potrebbe diventare fattibile. Non dobbiamo ingannare la gente parlando di qualcosa che al momento non si può realizzare. Vedremo..»
ARGENTINA «A dimostrazione che io ancora voglio il bene del Catania, vi dico che nel mio viaggio in Argentina ho bloccato diversi giocatori interessanti e con uno di questi addirittura abbiamo anche preparato le carte. Non spetta a me comunque concludere gli accordi per la prossima stagione, chi verrà dopo se vorrà raccogliere i miei lasciti bene altrimenti non se ne farà nulla».