LO MONACO: «C unica presupposto per investimenti importanti. Stadio? Quando il Comune...»

Il patron risponde alle domande dei tifosi giallorossi


E' un Pietro Lo Monaco a 360° quello che, per il canale ufficiale You Tube del Messina, ha risposto alle domande poste dai tifosi. Il patron dei peloritani nel suo intervento ha toccato vari punti focali, dalle strutture al merchandising fino al bilancio del lavoro sin qui svolto e agli obbiettivi futuri.
 
STADIO: «Il progetto in questo momento interessa solo due aree che l'amministrazione ci metterebbe a disposizione per fare delle strutture dove poter far allenare la prima squadra e il settore giovanile. Il "San Filippo" seppur con tutte le problematiche è uno stadio nuovo, inaugurato 10 anni fa, andare a pensare di fare degli stadi quando già ne abbiamo uno è assolutamente fuori luogo e demenziale. Noi dobbiamo pensare di ristrutturarlo, dotarlo di una tribuna coperta è il minimo. Il giorno in cui il Comune ci metterà a disposizione i terreni noi partiremo con i lavori».
 
SOCIETA': «Quest'avventura è iniziata dai dilettanti. Le cose stanno andando per il verso giusto. Adesso abbiamo la possibilità di ottenere una seconda promozione che significherebbe partecipare al campionato di C, che io considero una B2. Significherebbe aver riportato il calcio a Messina a livelli soddisfacenti. E' il presupposto per fare degli investimenti importanti. Ad oggi sono state fatte tante cose ma altre devono essere ancora fatte. La struttura societaria resterà solida in modo da poter garantire il giusto e corretto sviluppo del progetto. Non abbiamo bisogno di eventuali investitori ma di persone che ci aiutino nella gestione».
 
BILANCI: «Fino a quando saremo in serie C gli investimenti saranno solo ed esclusivamente a perdere. La proprietà deve mettere mani al portafoglio e andare avanti. Una gestione oculata ti permette di tenere i conti a posto e riuscire a fare quelle plusvalenze che in futuro ci consentiranno di investire in strutture sportive».
 
STAGIONE: «Pensiamo a concludere la stagione e pensare di affrontare al meglio il prossimo campionato. Il nostro obbiettivo è quello di tornare nel calcio che conta. Chiudere a quarto posto per noi significherebbe tanto perchè ci consentirebbe di disputare la Coppa Italia maggiore. Non pensiamo a eventuali derby futuri ma alla crescita del Messina e ci auguriamo di attestarci a livelli importanti. Gustiamoci il presente. La C unica presuppone investimenti importanti e un ulteriore passo in avanti dell'ambiente».
 
OBIETTIVI: «Non mettiamo limiti alla Provvidenza, vogliamo andare avanti. Le cinque componenti (società, calciatori, staff tecnico, stampa, tifoseria) devono remare nella stessa direzione per raggiungere i traguardi che ci siamo posti. Quando queste componenti riescono a integrarsi bene niente è da precludere. Le promesse non servono a nulla, sono una persona del fare non del dire. Archiviamo questo campionato e poi lavoreremo per la prossima stagione».
 
MARKETING: «Metteremo in vendita la maglia della prima squadra, e sarà possibile acquistare online in nostro merchandising. L'anno prossimo avremo un nostro punto vendita che sarà a disposizione della tifoseria».
 
SOCIETA' SATELLITE: «Non ci affilieremo a nessuno perchè dobbiamo vivere di luce nostra con capacità e competenze. Se ci sarà la possibilità di tesserare qualche giovane interessante cresciuto in altre società lo faremo. E' lontano dalla mia concezione di fare calcio, significa dipendere da qualcuno. Ciò non toglie che i rapporti di collaborazione con altri club, vedi Genoa, sono all'ordine del giorno».
 
CENTRO SPORTIVO: «Il centro sportivo del Catania è tra i più belli d'Europa ed è stato realizzato dopo 6 anni di Serie A. Ai tempi il nostro intento era quello di realizzare la casa del Catania Calcio. Per fare le cose bisogna avere la possibilità economica di farla e questa possibilità te la da soltanto la partecipazione al campionato di Serie A».
 
SETTORE GIOVANILE: «Voglio spezzare una lancia in favore di tutti quelli che lavorano all'interno del nostro settore giovanile. Fanno attività con campi lontani dalla città e con grandi sacrifici».
 
PERSONALE: «Al momento mi sento abbastanza solo ma confido di trascinarmi dietro un bel pò di persone in quest'avventura. Vado avanti fra mille difficoltà, sto rimettendo solo soldi. Non sono un imprenditore, non ho interessi e ho preso il Messina solo come atto d'amore. Invito le persone ad andare allo stadio perchè questa città lo merita».
 

Gabriele Mirabella 09/04/2014
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