Catania-Palermo, speciale derby: Pietro Lo Monaco vs. Guglielmo Miccichè

Due dirigenti a confronto


Di Luca Di Noto e Antonino Marino

A meno di 48 ore dal derby di Sicilia tra Catania e Palermo, l'ad rossazzurro Pietro Lo Monaco e il vice-presidente rosanero Guglielmo Miccichè hanno rilasciato un'intervista esclusiva a Golsicilia.

Catania-Palermo è il Derby siciliano per eccellenza. A distanza di quattro anni, i tifosi rosanero tornano al “Massimino”, cosa ne pensa?

Lo Monaco: «Finalmente, era ora! Posso pensare soltanto tutto il bene di questo mondo. Siamo molto contenti  e sono sicuro che entrambe le tifoserie, tanto quella rossazzurra, quanto quella rosanero, daranno prova di grande civiltà». 

Micciché: «Sono molto soddisfatto della decisione che è stata presa e pertanto i tifosi del Palermo potranno incitare la propria squadra anche a Catania. Già nel girone d’andata i tifosi della squadra etnea dimostrarono la loro maturità. In quella partita tutto fu perfetto, non vi furono scontri se non verbali, e sarà così pure a Catania. Ne sono sicuro. In ogni caso parliamo di due tifoserie civili, in particolar modo quella nostra che in questi anni ha dimostrato di essere unica non creando mai problemi in giro per l’Italia. Siamo fieri di loro».

Il Palermo è reduce dal successo contro il Milan dopo la pesante serie di sconfitte che ha compromesso il campionato dei rosanero, mentre il Catania è reduce dalla sconfitta di Udine ma in casa viene da tre successi consecutivi. Che partita si aspetta?

Lo Monaco
: «Mi aspetto un derby, con tutto quello che un derby comporta, le tensioni, le preoccupazioni e con tutta l'indecisione di un derby. In queste gare non c'è niente di deciso, niente di certo, quindi la partita è aperta a qualsiasi tipo di risultato».

Miccichè: «Ci aspetta una partita complicata. Il Catania su 32 punti in classifica ne ha conquistati 28 tra le mura amiche e passare dal Massimino è un’impresa per tutti. In casa la squadra di Simeone vince, mostra carattere e soprattutto diverte i propri tifosi. Non c’è dubbio che noi dobbiamo ancora invertire questo trend negativo delle ultime settimane. Abbiamo vinto contro il Milan e questo ci ha riconsegnato morale perché battere la capolista è sempre difficilissimo. Però effettivamente fuori casa dobbiamo ancora segnali di ripresa ma per una serie di circostanze sono sicuro che quella di domenica potrebbe essere la partita della svolta. Abbiamo ancora tanto da chiedere e da dare a questo campionato».

Se dovesse indicare due uomini, uno per parte, che potrebbero decidere il Derby,  chi sceglierebbe?

Lo Monaco: «Al Palermo toglierei tutti quanti, in modo tale da vincere facilmente e conquistare i tre punti che per noi possono risultare fondamentali (ride, ndr). Ripeto, un derby è imprevedibile: nessuno, infatti, pensava che Pastore avrebbe realizzato tre gol nella partita d'andata, eppure li ha fatti».

Miccichè: «Del Catania temo un po’ tutto. Dall’ambiente alla squadra, dallo staff al clima. Andare al “Massimino” è sempre complicato soprattutto per il Derby. Loro hanno un giocatore straordinario che si chiama Maxi Lopez che, nonostante la forma non sia quella straripante dello scorso campionato, ha dimostrato in più occasioni di essere letale. Per quanto riguarda il Palermo all’andata un giocatore decise il Derby (Pastore, ndr) e sono sicuro che anche domenica potrebbe essere decisivo».

Quali crede siano state le differenze tra Zamparini e Pulvirenti nel trattare i licenziamenti di Rossi e Giampaolo?

Lo Monaco: «Onestamente per quanto riguarda il Palermo non ne ho la minima idea; io so perchè da noi c'è stato un avvicendamento in panchina, ma non so perchè Zamparini abbia cambiato e non penso neppure che sia giusto andare a commentare situazioni che riguardano altri. Noi, dal canto nostro, volevamo qualcosa in più, pensavamo che con questa squadra si potesse ottenere qualcosina in più e vedevamo che stava inaridendosi con l'allenatore precedente; così abbiamo voluto dare una svolta, che alla fin fine non c'è stata, perchè abbiamo praticamente la stessa media punti, quando mancano otto giornate alla fine».

Miccichè: «Non c’è dubbio che è un derby strano. All’andata sedevano in panchina due allenatori differenti ma questo è il campionato italiano. Anche sabato ci sarà Inter-Milan e la squadra nerazzurra ha cambiato allenatore rispetto alla gara d’andata. Sono stati sostituiti due allenatori che per motivi differenti non sostituivano l’ambiente. Simeone e Cosmi sono state le alternative a Giampaolo e Rossi e le scelte dei due presidenti si sono rivelate, al momento, corrette. Hanno portato una ventata di aria nuova nei due spogliatoi e soprattutto il tecnico argentino ha inanellato, tra le mura amiche, un filotto di risultati utili non indifferenti. Mentre il Palermo al di là del meritato successo contro il Milan aveva dimostrato netti segnali di ripresa, soprattutto dal punto di vista psicologico, anche contro il Genoa».

Vista l'attuale posizione di classifica del Catania e il campionato ormai chiuso del Palermo, che importanza assume la gara in sè e per sè?

Lo Monaco: «Sicuramente, tra le due squadre, è il Catania quella che si gioca di più, mentre il Palermo, secondo me, è un po' troppo in ritardo dalla zona utile per l'Europa, mi sembra che l'ultimo posto disponibile sia quello della Roma, quindi i rosanero sono a sette punti di distacco. Certo, il Palermo ha ancora la possibilità di entrare in Europa attraverso la Coppa Italia, mentre il campionato penso che non debba dire più niente ai rosanero. Noi, invece, siamo in piena bagarre, dobbiamo lavorare e lottare perchè per noi, oltre a essere una partita importante e sentita, possono essere tre punti decisivi».

Miccichè: «Quella di domenica è una gara importantissima. Loro devono assolutamente vincere perché il loro calendario è veramente difficile. Noi è vero che non abbiamo questa necessità di vincere ma dobbiamo dare un senso al nostro campionato. Vogliamo raggiungere il settimo posto a tutti i costi e ciò significherebbe non aggrapparsi alla Coppa Italia per accedere in Europa League per la quinta volta nella nostra storia”.

In settimana Pulvirenti ha definito il Palermo “sazio” e che quindi il Catania sarebbe maggiormente motivato nella gara del “Massimino». Come si sente di rispondere a queste provocazioni del presidente del Catania?

Lo Monaco: «Corro il rischio di ripetermi, ma penso che un derby motivi tutti, assolutamente. Come ho detto prima, comunque, penso che sia il Catania, a questo punto della stagione, a giocarsi di più, rispetto al Palermo».

Miccichè: «Pulvirenti quando dice questo spera che il Palermo arrivi sazio, ma sa benissimo che non è così. E’ consapevole del fatto che il Derby è una partita a se stante e che non si vince solo per la classifica ma per regalare una soddisfazione immensa ai propri tifosi. Noi non siamo affatto sazi. La squadra vuole andare a Catania per fare una grande partita e vincere, in modo da poter regalare ai palermitani quello che più desiderano. Personalmente, ripeto, non mi sento assolutamente sazio».


Redazione Golsicilia 01/04/2011
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