Catania-Palermo, speciale derby. Sonetti a GS.it: «Decideranno i portieri»

Intervista al tecnico di Piombino, doppio ex


A soli quattro giorni dal derby di Sicilia, abbiamo sentito Nedo Sonetti, ex tecnico di Catania e Palermo. Diverse le tematiche affrontate dall'allenatore di Piombino ai microfoni di Golsicilia.

Domenica il derby tra Catania e Palermo. Che partita si aspetta?

«Tecnicamente il Palermo ha qualcosa in più rispetto al Catania, potendo contare su giocatori di valore come Pastore e Miccoli. Tuttavia i rossazzurri, giocando in casa, avranno dalla loro la forza e il calore di un ambiente che spingerà i propri beniamini verso una vittoria che potrebbe consentire alla formazione di Simeone di uscire dalle sabbie mobili del campionato».

Dovendo individuare una favorita, Sonetti su chi punterebbe?

«Queste sono partite dove spesso i favoriti finiscono per perdere. Nonostante il netto divario tecnico, non vedo una squadra con maggiori possibilità di successo rispetto all'altra. Si parte da una situazione di 50-50».

Chi può decidere il match?

«Sarebbe facile e scontato fare i soliti nomi. Entrambe le formazioni annoverano tra le loro fila ottimi giocatori. Personalmente, sono convinto che saranno i portieri a far pendere la bilancia da una parte o dall'altra».

Lei ha allenato sia i rossazzurri che i rosanero. Si avverte, da tecnico, questa forte rivalità tra le due piazze?

«Beh, è una sensazione che si coglie in maniera netta. Anche perché le due città sono completamente diverse. La divisione e la diversità si colgono sin da subito. Si tratta di un confronto, forse sarebbe più corretto parlare di una competizione, tra le due "capitali" della Sicilia: quella del ponente contro quella dell'oriente. Una rivalità molto forte, sentita sia dagli allenatori sia dai calciatori che scendono in campo».

Pulvirenti e Zamparini, due personaggi tanto diversi, quanto legati alle loro rispettive squadre. Con chi si è trovato meglio?

«Mi sono trovato bene con entrambi, anche se un po' meno con Zamparini. Con Pulvirenti tutto è filato liscio. Con il presidente del Palermo, invece, è andata bene sino al termine del campionato (stagione 2002/03, ndr), dopodiché lui si è reso protagonista di un comportamento davvero poco carino nei miei riguardi. Una discussione tra me e lui durante la quale è successo un qualcosa di scorretto, ma lasciamo stare. Preferisco non parlarne».

Avendo abitato sia a Catania che a Palermo, la domanda sorge spontanea: in quale posto si è trovato più a suo agio?

«Sono stato bene in entrambe le piazze. Si tratta di due città splendide, dove il calcio si vive in maniera molto sentita. E poi sono due posti di mare, l'ideale per il sottoscritto. La gente è calorosa e rispettosa e vuole bene alla propria squadra. La Sicilia, insomma, è davvero una terra meravigliosa».

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Gianluca Rubino 30/03/2011
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