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Nedo Sonetti ha allenato il Lecce per due stagioni, dal 1997 al 1999, conquistando con la squadra giallorossa una promozione dalla serie B, e il Catania nella stagione 2004-05. L'anno scorso ha allenato il Vicenza, ma attualmente è svincolato.
Domenica è in programma Catania - Lecce, una sfida importantissima in chiave salvezza per entrambe le squadre. Che partita si aspetta?
«Il Catania viene da un periodo molto negativo dal punto di vista dei risultati, anche se le prestazioni sono state buone. Il Lecce, invece, nonostante la sconfitta di domenica scorsa contro il Palermo, sta facendo delle buone cose e sta giocando bene. Sarà un crocevia importante per il Catania, che non può fallire quest'appuntamento».
Lei è un ex di entrambe le squadre. Che ricordi ha di queste esperienze?
«Ho un ottimo ricordo di entrambe le esperienze. A Catania sono stato soltanto un anno e a fine stagione mi è dispiaciuto molto andare via. A Lecce, invece, sono stato un paio di stagioni, tra l'altro ho anche vinto un campionato di serie B, di cui ho ottimi ricordi».
Quali sono le speranze di salvezza di Catania e Lecce?
«Le due squadre devono cominciare a fare punti per salvarsi, soprattutto la compagine di Simeone che nelle ultime partite ha raccolto pochissimi punti. Il Lecce invece, ripeto, sta facendo bene e penso che alla fine raggiungerà gli obiettivi prefissati. La lotta per non retrocedere vede coinvolte quattro - cinque squadre e si capirà un po' di più tra qualche giornata».
Come vede invece la lotta per lo scudetto?
«Penso che fino alla fine saranno Milan e Inter a lottare per il titolo, escludo tutte le altre pretendenti».
Qual è la squadra che l'ha sorpresa di più finora?
«La squadra che mi viene subito in mente è il Palermo, ma sicuramente anche il Napoli sta avendo un andamento sorprendente e nessuno si sarebbe mai aspettato che la squadra azzurra avrebbe occupato il secondo posto, a questo punto della stagione; la squadra di Mazzarri sta facendo un campionato oltre le previsioni».
Qual è, invece, il giocatore che l'ha sorpresa di più?
«Si potrebbero fare tanti nomi, ma senza alcun dubbio sceglierei Pastore. Il trequartista del Palermo è, finora, l'uomo più decisivo per la sua squadra, quello dalle cui giocate dipendono le sorti del Palermo, che comunque ha un buon collettivo».

