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Tensione sarà la parola d'ordine in Siena-Catania, incontro della 16^ giornata del campionato di serie A, in programma domenica alle 15 al "Montepaschi Arena". Questa non sarà solo un fatto strettamente legato all'ambiente e al momento attuale delle due formazioni, ma anche un elemento da convertire in arma a proprio favore, in una gara in cui la tecnica e l'intensità possono non risultare sufficienti.
La gara di Coppa Italia con il Cittadella ha costituito la conferma di un momento poco esaltante sul piano della condizione fisica e mentale e della brillantezza di idee, che il colpo di spugna di Bergessio nel finale ha solo occultato. Un calo di prestazione nel corso della stagione ci può sempre stare ma le prossime partite in calendario, insieme al momento della stagione, richiedono un immediato cambio di tendenza.
La trasferta di domenica con il Siena può avere un peso decisivo sul bilancio degli etnei nella sosta natalizia, con il mini-traguardo dei 25 punti alla fine dell’andata propugnato con convinzione nelle scorse settimane ma che adesso, dopo gli ultimi due ko in campionato, è di poco più lontano.
Maran tornerà ad avere a disposizione Spolli e Gomez, due pedine dello scacchiere titolare, forzatamente assenti venerdì scorso contro il Milan per squalifica. L’assenza per infortunio di Izco e di giocatori capaci di adattarsi al meglio al ruolo di tornante destro rende improbabile l’ipotesi del 3-5-2, quindi si fa largo il classico 4-3-3.
In casa Siena uno dei punti fermi delle tattiche di Serse Cosmi è ormai la difesa a tre, protetta da due esterni all’altezza di centrocampo (Sestu e Rubin) pronti ad agire da stantuffi ripiegando in fase di non possesso e proiettandosi a supporto della fase offensiva con discese solitarie o sovrapposizioni per il cross, con l’assistenza dei due trequartisti (Valiani e Rosina) che svarieranno dal centro lungo la propria porzione di competenza, cercando di creare spazi utili per servire l’unica punta (Calaiò).
Il reparto nevralgico per la gara dei rossazzurri sarà il centrocampo, chiamato non solo a controllare i movimenti dei due trequartisti e ad intercettare gli scambi con gli esterni sulle fasce, evitando di lanciarli nell’uno contro uno contro il terzino, ma anche a pressare con i tempi giusti i due palleggiatori centrali, ovvero il capitano Vergassola e Bolzoni.
Nell’undici rossazzurro, quasi interamente prevedibile con Castro al posto di Barrientos nel tridente offensivo, c’è una sola incognita riguardante la mezzala destra: Biagianti è prossimo al recupero, ma se non sarà al 100% le esigenze di rapidità piuttosto che di sostanza fisica in fase di interdizione suggeriscono la possibilità della prima da titolare in serie A per Paglialunga.

