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Marco Giampaolo non è più l'allenatore del Catania. A comunicarlo è la stessa società rossazzurra, con un comunicato sul proprio sito ufficiale: «Preso atto della bontà del lavoro fin qui svolto, il Calcio Catania augura al tecnico e al suo staff le migliori fortune sportive». Fatale, per lui, il pareggio interno ottenuto due giorni fa contro il Chievo, ma non è l'unico fattore che ha influito.
La società di Nino Pulvirenti e il tecnico ex Siena hanno deciso di comune accordo di rescindere il contratto in essere tra le parti dopo una riunione svolta in sede e convocata dai dirigenti per le 19,15 e durata poco meno di una trentina di minuti. Il mister aveva diretto l'allenamento mattutino regolarmente e poi quello del pomeriggio, al termine del quale si è recato in via Aporti per discutere con la società. Con lui va via l'intero staff tecnico: il vice Micarelli, il preparatore Peresutti, l'allenatore dei portieri Tuccella e il collaboratore Rubinacci.
Quella di Giampaolo è la sesta panchina che salta in serie A; prima di lui Colomba (Bologna), Gasperini (Genoa), Bisoli (Cagliari), Iachini (Brescia) e Benitez (Inter). L'ormai ex tecnico rossazzurro ha conquistato sulla panchina etnea 22 punti in 20 giornate, frutto di cinque vittorie, sette pareggi e otto sconfitte, a cui vanno aggiunti due successi in Coppa Italia - contro Varese e Brescia - e una sconfitta contro la Juventus. Ventisette, complessivamente, i gol realizzati dalla sua squadra, 31 quelli incassati (tra campionato e coppa).
Oltre al pareggio interno contro i clivensi, che sembra non essere andato giù a dirigenza e tifosi, su Giampaolo hanno pesato lo zero nella casella vittorie in trasferta, e il misero uno nella casella punti ottenuti nel 2011. Inoltre, soprattutto ultimamente, si era incrinato anche il rapporto con l'ad Pietro Lo Monaco, che l'aveva sempre difeso a spada tratta. Su di lui pesano anche l'eccessiva rigidità e ostinazione tattica (sempre il solito 4-1-4-1 in campo, con Maxi Lopez troppo isolato davanti) e il rapporto contrastato con una parte dello spogliatoio.
Molti tifosi lo accusano di non aver saputo valorizzare giocatori importanti in chiave futura, vedi Sciacca e Barrientos, ma per il momento tutte queste sono soltanto motivazioni di contorno. La notizia vera e propria è che non si tratti di un esonero, ma di una rescissione che vede d'accordo entrambe le parti in causa. Per il sostituto si fanno i nomi di Colomba, Cosmi, Gentile, De Biasi, Cagni e Zenga, con Diego Pablo Simeone possibile outsider, anche se in corsa ci sarebbero anche Zola e Casiraghi.

