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L’indiscusso 5-0 con l’Udinese nel ’55, l’inebriante 2-0 contro l’Inter nel ’61, la vittoria per 1-0 a Torino contro la Juventus nel ’63, lo spareggio per la A all’Olimpico nell’’83, il “Grotta Poliremo” di Milazzo espugnato nel ’95 per il ritorno tra i professionisti, i playoff per la B con il Taranto nel 2002. La storia del Calcio Catania è fatta di gioie come di delusioni, ma tanti sono i momenti che vale la pena ricordare.
Questa domenica partiamo comunque da molto vicino, cioè dal momento in cui è davvero iniziata la nuova scalata degli etnei verso la massima serie in questi ultimi anni, sotto la gestione Pulvirenti-Lo Monaco. Un’esperienza iniziata in sordina in serie B, con un grosso debito lasciato dalla precedente gestione Gaucci da saldare e un primo campionato dalle premesse buone ma fallaci.
Nell’estate del 2004 la squadra viene praticamente costruita con giocatori affermati e con grandi curriculum alle spalle per la serie B, come Ferrante, Vugrinec (pesantemente condizionato da un grave infortunio che gli impedì di tornare ai livelli fatti vedere con il Lecce), Fresi, Walem, Miceli. Tutti fallimenti. Non si andrà oltre la salvezza alla penultima giornata.
Si costruisce comunque un primo zoccolo duro dopo la forzata rifondazione, con Armando Pantanelli, capitano e portiere, Paolo Bianco in difesa e a centrocampo un 27enne Fabio Caserta, prelevato nell’estate precedente dall’Igea Virtus, in serie C2. Nel salto di qualità dei rossazzurri per il cammino verso la A darà un contributo fondamentale.
Una serie A dichiarata da Pulvirenti come obiettivo da raggiungere entro i primi tre campionati della propria esperienza. Dopo il primo anno di transizione e tanti rospi amari ingoiati, si comincia a fare sul serio. Per circa un milione e mezzo di euro acquistato dall’Arezzo praticamente l’intero tridente d’attacco: l’esterno alto Umberto Del Core, il fantasista Roberto De Zerbi e la punta Gionatha Spinesi. Un bomber di razza per la categoria, in cui quasi sempre è riuscito a superare quota 20 gol. Si attende che la squadra venga trascinata dai suoi gol, ma nell’estate 2005 il Perugia fallisce e Pulvirenti e Lo Monaco fiutano l’affare: torna Giuseppe Mascara, ma soprattutto Davide Baiocco firma un contratto triennale. Per la guida tecnica una scelta ponderata e oculata, che suscita sin da subito l’approvazione dei tifosi: Pasquale Marino, cultore del gioco offensivo e spumeggiante, scelto a dispetto del curriculum che recita ottimi risultati tra C2 e C1 con Paternò e Foggia, ma solo una salvezza stentata in B, sempre con l’Arezzo.
La squadra nelle prime settimane non brilla, a parte la vittoria all’esordio contro il Brescia al “Massimino” che comincia a stuzzicare i sogni dei tifosi. Seguiranno delle settimane di appannamento, in cui però si intravede il potenziale di un gruppo di qualità, con un mix di giocatori al culmine delle proprie carriere e di elementi esperti. Sono passate quattro partite e Spinesi non ha ancora segnato. Anzi, l’ex attaccante del Bari ha fallito un rigore in pieno recupero che avrebbe fruttato una vittoria contro l’Arezzo al “Massimino”.
La rabbia di un centravanti è direttamente proporzionale al tempo giocato senza segnare. Qualcosa che più aumenta, più spinge per uscire fuori, con tutta la propria irruenza. La partita contro la capolista Atalanta, favorita assoluta per la promozione, è l’occasione giusta per farlo.
E’ un mercoledì sera, turno infrasettimanale. Al “Massimino” si respira un’aria di fiducia, di moderato ottimismo. Per il Catania di Marino è la miglior opportunità per mettere in mostra la propria qualità e annunciare al campionato, di fronte all’attenzione concentrata sull’Atalanta, sulla rivelazione Mantova e sulla rinascita del Torino, anche la propria presenza.
E’ anche l’occasione per Gionatha Spinesi, per dire a tutta Catania di non essere in flessione e di poter trascinare con il proprio fiuto del gol anche i rossazzurri. E le premesse sembrano esserci. Il Catania detiene il pallino del gioco e non soffre i bergamaschi di Colantuono. E dopo 19 minuti c’è un rigore per i rossazzurri, per atterramento in area di Zavagno. Sul dischetto ancora Spinesi: palla da un lato, portiere dall’altro, rigore perfetto. Poco più tardi Pantanelli respinge un penalty a Saudati, e nel finale di frazione Mascara pesca dalla trequarti Spinesi con un lancio morbido, ribadito in rete con un potente destro al volo sotto la traversa. Il “Massimino” trema come raramente ha fatto nella sua esistenza, lo stesso calore ed entusiasmo delle battaglie condotte in serie C è accompagnato dalla percezione di qualcosa di grande.
Il “Gabbiano” firma la tripletta personale con un colpo di testa non trattenuto da Calderoni ad inizio ripresa. L’ex Terra firma il gol della bandiera di testa su angolo, e nel finale il lavoro operaio di Caserta viene coronato da un gol direttamente su punizione dalla zona cross. Seguira un mese e mezzo non facile, con la vittoria che comincia a latitare e la pesante sconfitta di Mantova. Ma proprio quella serata alimenterà la consapevolezza di non poter non recitare un ruolo da protagonista: a novembre comincerà la cavalcata con cui i rossazzurri occuperanno la zona promozione. E non la lasceranno più.