SPINESI a GS.it: «Con il Milan a Bologna il ricordo più bello»

«Rottura Pulvirenti-Lo Monaco? Progetto va avanti»


Golsicilia.it ha intervistato in esclusiva Gionatha Spinesi, bomber protagonista dell'epopea rossazzurra del secondo lustro degli anni Duemila. Spinesi, intercettato allo stadio "Valentino Mazzola" di Misterbianco in occasione del Triangolare della legalità, ha risposto alle nostre domande sul Catania di oggi, ma soprattutto sulla sua "vita rossazzurra".

Sappiamo che hai avviato a Catania un’attività nella produzione di caffè. Pensi che il calcio ti abbia ormai dato tutto oppure ti manca ancora qualcosa?

«Il calcio sicuramente mi ha dato tantissimo. Mi trovo qui oggi pomeriggio in una bella cornice per questa iniziativa, ho avuto sicuramente delle soddisfazioni. Tempo fa ho avviato questa attività insieme a mia moglie. Una carriera da allenatore? Penso che ogni cosa vada a tempo debito, quando ci sono la volontà e i presupposti».

E’ nella memoria di tutti i tifosi quello che hai fatto nei tuoi quattro anni a Catania. Ma cosa ti ha spinto a venire in Sicilia nell’estate del 2005?

«Il fattore determinante è stata la presenza di Pasquale Marino (suo allenatore nella stagione precedente ad Arezzo, ndr). Il suo arrivo a Catania mi ha portato a considerare tale piazza e quindi l’offerta che mi era stata fatta».

Riusciresti ad individuare il momento in assoluto più gratificante della tua esperienza in rossazzurro?

«Di momenti belli ed emozionanti ce ne sono stati diversi, individuarne uno in particolare è difficile. Ricordo ancora la partita della promozione in A (Catania-Albinoleffe del 28 maggio 2006, ndr), che si giocò proprio nel giorno del compleanno di mia moglie. All’inizio della stagione aveva provato ad immaginare che in quella data il Catania fosse ancora in corsa per l’obiettivo. Fantastica anche la gara della salvezza al primo anno, quella col Chievo in campo neutro a Bologna, e proprio lì, ma due settimane prima contro il Milan, conservo il mio ricordo più bello: il gol del pareggio coincise con la nascita della mia terza figlia».

Il Catania si accinge a disputare il suo settimo campionato di fila nella massima serie, ma la nuova stagione è iniziata con un cambio ai vertici societari dopo la rottura tra il presidente Pulvirenti e il direttore Lo Monaco. Secondo te il progetto andrà avanti comunque?

«Lo Monaco a Catania ha fatto non un grande, ma un grandissimo lavoro. Il progetto, però, andrà avanti. Il presidente Pulvirenti ha fatto delle scelte ponderate e ha chiamato dirigenti validi come Nicola Salerno. Sarà una stagione un po’ delicata, di transizione, in cui dall’esterno abbonderanno i paragoni tra i risultati degli anni passati e quelli attuali, con una struttura bisognosa di cementarsi. Sono comunque sicuro che l’estate prossima la squadra si preparerà all’ottavo campionato consecutivo in serie A».

L’unico “superstite” della squadra della promozione del 2006 è Giovanni Marchese. Che ricordo hai di lui? E poi trovi qualche giocatore attuale nel reparto offensivo vicino alle tue caratteristiche, o no?

«Ricordo Giovanni semplicemente come “il ragazzo”: una persona umile, squisita. Nel Catania di oggi non vedo nessun giocatore offensivo che si avvicini alle mie caratteristiche, sono tutti più o meno giocatori di movimento. Certo, per ogni attaccante l’importante è sempre che faccia gol».


Michele Patanè 22/07/2012
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