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Quando la 'C' di Catania sta per cuore e coraggio

L'editoriale


Eroici. Leoni. Indomabili. Nelle ore successive al pareggio con il Napoli si sono sprecati aggettivi e appellativi per il Catania di Rolando Maran. Basta però soltanto guardare il contenuto della prestazione a fronte delle diverse situazioni di gara per capire che quanto fatto dai rossazzurri nei 90 minuti di ieri non può essere archiviato facilmente. Il Catania non annoia nel dimostrare ogni volta di essere una squadra viva, con un cuore e un’anima. E anche dei muscoli.

Una squadra tranquillamente identificabile, per mentalità e sensibilità, con ciascuno degli esseri umani che la formano, dai dirigenti ai giocatori, passando anche per lo staff tecnico e quello medico. La sconfitta di Firenze non aveva affatto ridimensionato le mire e l’autostima, ma quello schiaffo forse lasciava ancora un po’ di bruciore sul viso.

Bisognava reagire e lo si è fatto, non facendo il colpaccio ma cogliendo un risultato che vale oro colato per le grandi difficoltà che si erano prospettate all’inizio, dopo soli 88 secondi per l’espulsione di Alvarez, assai ingenua.

Una partita in cui per assurdo in un contesto proibitivo ha funzionato tutto alla perfezione, a livello non solo di meccanismi, ma anche di collettivo e comunione d’intenti. Va detto che il Catania non è paragonabile ad una macchina o ad un robot, capace, fuor di metafora, di produrre gioco in quantità industriale e di reggere gli stessi ritmi delle squadre più blasonate.

Ma se questo gruppo si guadagna di settimana in settimana un pizzico di considerazione in più da parte degli addetti ai lavori, lo deve ad una dote non comune: il sapersi adattare a qualunque situazione. Un’abilità che il Catania non possiede bella e fatta sin dall’inizio, ma che ha affinato nel corso dei mesi e degli anni.

Nella vita, e quindi anche nel calcio, non si smette mai di imparare. Il day-after coincide già con l’anti-vigilia di una gara egualmente difficile, la sfida interna con l’Atalanta. La tradizione dice che gli etnei puntualmente stecchino contro squadre alla propria portata dopo grandi prove con formazioni di maggior spessore: della gara col Napoli Legrottaglie e compagni dovranno cancellare gli applausi e i momenti esaltanti, ma mantenere radicata la coscienza della propria forza.


Michele Patanè 24/09/2012
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