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Ezequiel Carboni e Alejandro Gomez sono intervenuti questo pomeriggio in conferenza stampa a Torre del Grifo. Ecco le tematiche principali dell’incontro con i giornalisti:
CARBONI
SALVEZZA «Nonostante i 40 punti raggiunti, non abbiamo ancora la salvezza in tasca. Cercheremo di ottenere il massimo dalla sfida di Brescia per festeggiare finalmente il raggiungimento del nostro obiettivo. Sarà una partita come tutte le altre per noi: vogliamo vincerla, non ci accontenteremo del pareggio».
TABU’ ESTERNO «Non aver vinto fuori casa per noi è stato finora un rammarico, ma abbiamo ancora due partite e speriamo di riuscire a superare questo tabù nelle prossime partite».
BILANCIO «A inizio anno il nostro primo obiettivo era quello di arrivare a quota 40 punti: ci siamo riusciti a tre giornate dalla fine e non è poco. Sicuramente potevamo fare di più, però il risultato è questo e ci va bene. La partita fondamentale della stagione? Quella contro il Lecce. Da quel momento in poi le cose hanno cominciato a girare per il verso giusto».
BRESCIA «Vincere per forza con il Brescia? No, perché siamo tranquilli con i nostri 40 punti e poi nessuno dice che non possiamo superare anche la Roma tra le mura amiche la settimana successiva».
FUTURO «Non ci penso perché adesso sono concentrato solo sul match di domenica contro il Brescia. Dopo aver raggiunto la salvezza, ne parleremo».
GOMEZ
BRESCIA «Speriamo di fare un buon risultato contro i lombardi. Ho segnato solo contro grandi squadre? Sì, ma non importa chi sarà l’autore del gol: l’importante è vincere la prima partita esterna del campionato e portare a casa tre punti fondamentali per la salvezza».
POSIZIONE «In Argentina giocavo come mezza punta; qui, invece, ho sempre giocato sulle fasce e mi va bene così».
FLESSIONE «Nelle ultime partite sono andate tre volte in panchina ed è stato giusto così: non stavo al 100% e poi, quando sono tornato dal primo minuto, ho fatto bene. Il motivo della mia flessione? In Argentina ci sono due tornei (Apertura e Clausura, ndr) intermezzati da un ritiro pre-stagionale: devo abituarmi ai ritmi del calcio italiano».
FUTURO «In quale squadra vorrei giocare? Tutte le squadre italiane sono forti. Il sogno di ogni giocatore sarebbe quello di approdare in un grande club. Non farebbe differenza se fosse Inter, Roma o Milan. Da ragazzino, per esempio, ho giocato un torneo di Viareggio con la Juventus e i miei idoli erano Buffon e Del Piero. Ma adesso penso al Catania».
GOL «Potevo fare più gol? Sì, sicuramente dovevo segnare di più. Probabilmente dovrei tirare di più in porta. Comunque, durante questa stagione ho appreso molto a livello tattico e per questo ringrazio, soprattutto, il mister Giampaolo».
BILANCIO «Guardavo il campionato italiano dall’Argentina e l’ho sempre considerato uno dei più difficili. Tuttavia, credo di essermi ambientato subito e di aver fatto, insieme ai miei compagni, una buona stagione: la salvezza è a un passo e vogliamo festeggiarla domenica prossima con due turni d’anticipo».
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