La vanità rossazzurra schiacciata dal cuore pescarese: 2-1

Togni su punizione firma la beffa per gli etnei


FORMAZIONI E' tridente "mobile" per i rossazzurri, con mister Maran che sceglie la soluzione dell'attacco senza punti di riferimento con Barrientos, Castro e Gomez. Spolli torna titolare. Novità anche nel Pescara con Bergodi che affianca Celik ad Abbruscato e sposta Weiss sulla trequarti.

PRIMO TEMPO Avvio a ritmi globalmente blandi, anche per via del terreno appesantito dalla pioggia, ma nel giro dei primi 20 minuti gli etnei hanno tre ghiotte opportunità per passare, in particolare con Castro (palo) e Izco (egoista in una situazione favorevole) che non sfruttano due grosse ingenuità della difesa avversaria. La legge "gol sbagliato, gol subito" non risparmia i rossazzurri, che dopo aver visto gli avversari riguadagnare terreno vanno sotto al 24' con Celik, abile ad infilare Andujar approfittando anche di una difesa eccessivamente passiva. L'episodio galvanizza il Pescara, che cresce di tono non arrivando mai comunque a rendersi seriamente pericoloso per il raddoppio. Etnei innervositi e impacciati, ma che col passare dei minuti riescono a reagire con ordine trovando il meritato pareggio al minuto 36: Barrientos, servito da Izco, fulmina Perin con un sinistro di controbalzo dal limite.

SECONDO TEMPO Partenza decisa dei rossazzurri, che in un paio di occasioni imperversano con insistenza presso l'area avversaria. Gli abruzzesi però non fanno da spettatori e sopperiscono all'inferiorità nella tecnica e nello spessore atletico con intelligenza tattica e sacrificio. Gli errori della retroguardia pescarese si contano sulle dita di più di una mano, ma agli etnei manca la lucidità e la freddezza nell'indirizzare la gara su binari favorevoli. Perin, dopo un pasticcio in uscita, è prodigioso su Spolli, sugli sviluppi dell'azione Marchese ribatte in rete da posizione regolare, ma pochi secondi prima il gioco viene fermato per fuorigioco. Gli etnei, penalizzati anche dalla stanchezza, premono e provano a rendersi pericolosi in ogni modo, ma corrono un grosso rischio al 90', quando Andujar anticipa in qualche modo Caprari a tu per tu. E' solo il preludio all'amarissimo epilogo, al minuto 95: fallo non necessario di Almiron su Bjarnason in una posizione appetibile per i calci di punizione, esecuzione velenosa del brasiliano Togni, che firma il suo primo gol in serie A approfittando anche di un movimento sbagliato della barriera, dal canto suo Andujar viene disorientato ma non è impeccabile. Degni ingredienti di un boccone amarissimo. 

PESCARA-CATANIA 2-1 (1° tempo 1-1)

Pescara (4-3-1-2): Perin; Balzano, M.Capuano, Terlizzi, Modesto (68' Zanon); Nielsen, Togni, Bjarnason; Weiss (80' Caprari); Abbruscato, Celik. A disp.: Pelizzoli, Crescenzi, Bocchetti, Colucci, Brugman, Quintero, Soddimo. All.: Cristiano Bergodi

Catania (4-3-3): Andujar; Alvarez (43' Bellusci), Legrottaglie, Spolli, Marchese; Izco, Lodi, Almiron; Barrientos, Castro, Gomez (75' Morimoto). A disp.: Frison, Terracciano, Potenza, Augustyn, C.Capuano, Rolin, Keko, Ricchiuti, Paglialunga, Morimoto, Doukara. All.: Rolando Maran

Marcatori: 24' Celik, 36' Barrientos, 95' Togni

Arbitro: Romeo di Verona

Note: ammoniti Barrientos (C), Izco (C), Celik (P)


Michele Patanè 21/12/2012
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