



Folgore Selinunte: una retrocessione figlia dei troppi cambiamenti
PUCCIO: «Di Gaetano è l'alter ego di Boscaglia. A Latina ricordi amari ma...»
Catania San Pio X: i biancorossi vanno a Casarano per ottenere la qualificazione
Tiger, Magistro a GS.it: «Abbiamo scritto la storia, in Serie D per rimanerci»
In casa Catania è arrivata, finalmente, la prima vittoria in campionato. L’avversario di turno era il Cesena, la regina del mercato estivo, ma sul campo è stato più facile del previsto. Infatti, come ha detto con ironia il presidente Pulvirenti nel post gara: «Si è vista la mano di Giampaolo nel Cesena; hanno giocato male come succedeva a noi lo scorso anno fuori casa». Sì, perché nonostante le notevoli individualità (Mutu, Ghezzal ed Eder in attacco; a centrocampo Candreva e Guana; in difesa Comotto) i bianconeri hanno lasciato il campo agli etnei per 90 minuti, non presentandosi mai dalle parti dell’inoperoso Andujar.
Il Catania, però, d’altro canto, è apparso più vivace rispetto alla gara precedente. Il merito è anche di Montella che ha avuto il coraggio di rivoluzionare la formazione, tagliando fuori Lanzafame e Capuano, deludenti la domenica precedente, sostituiti da Barrientos e Alvarez. Ma andiamo con ordine. La difesa rossazzurra, nonostante avesse dei clienti non facili è apparsa solida e compatta. La coppia Bellusci-Spolli ha dimostrato di avere già raggiunto un ottimo affiatamento; sulle corsie laterali fondamentali i contributi di Potenza e Alvarez che hanno giocato con disciplina e attenzione. A centrocampo ottima la scelta di inserire Sciacca, tra i migliori nel finale di partita contro il Siena. Il mediano catanese non ha demeritato fino al 38’ quando è uscito dal campo anzitempo: per fortuna si è trattato solo di un giramento di testa e non dell’ennesimo contrattempo muscolare della sua giovane carriera. L’infortunio di Almiron, invece, ha dato la possibilità di scendere in campo a Lodi che, con qualità e disciplina, ha guidato, da vero playmaker, il centrocampo etneo. Un elogio al tecnico campano va fatto pure per aver creduto in Gennaro Delvecchio, fino a qualche settimana fa separato in casa, e ora protagonista in campo: subentrato a Sciacca tra i fischi del ‘Massimino’, l’ex centrocampista della Nazionale italiana (1 presenza per lui in maglia azzurra nel 2006) si è rivelato subito protagonista guadagnando il calcio di rigore con il quale la sua squadra ha vinto la partita. Nella ripresa, poi, ha sfiorato in più occasioni il gol sugli sviluppi di tiri dalla bandierina.
In attacco, sufficiente la prova di Barrientos, all’esordio da titolare in serie A a due anni dal suo acquisto. Un giocatore che ha dimostrato di avere numeri, ma deve ancora acquisire il ritmo partita. Gomez, invece, ha messo costantemente in crisi la difesa avversaria ma è stato troppo impreciso. Isolato, ancora una volta, Maxi Lopez che, in sintesi, ha il solo merito di realizzare il calcio di rigore con cui il Catania segna il primo gol della stagione e mette in cassaforte tre punti preziosi per il prosieguo dell'annata. In attesa di vedere in campo Suazo e Bergessio, mercoledì ci sarà la prima sfida esterna della stagione sul difficile campo del Genoa. Vedremo se gli uomini di Montella saranno in grado di fare il salto di qualità che i tifosi si aspettano.